Il Tirreno

Zubbani: non c'è un'altra possibilità...

Zubbani: non c'è un'altra possibilità...

E l'assessore spiega come saranno suddivisi i pagamenti

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 CARRARA. Via libera al concordato preventivo anche dal Comune di Carrara che, con quello di Massa e la Provincia, è socio del Cermec. Un concordato con continuità aziendale. Tradotto: l'azienda continuerà a lavorare. Con 19 voti a favore (tutti della maggioranza) e 7 contrari si è data delega al sindaco di proporre il concordato nell'assemblea dei soci Cermec di domani.  Il concordato, come noto, è finalizzato alla ristrutturazione del debito. Il bilancio aziendale ha segnato meno 18 milioni di euro a fine maggio.  «Le ipotesi erano solo tre: ricapitalizzare con le casse comunali, avviare le procedure di fallimento oppure il concordato - ha sintetizzato il sindaco Angelo Zubbani - la prima era impossibile allo stato attuale; tra le altre due abbiamo scelto il concordato, che ci dà modo di avviare un piano industriale e un cambio di passo gestionale per rimettere l'azienda in moto e salvare i posti di lavoro. Il sì oggi è un voto di responsabilità».  Il primo problema da risolvere è quello dei creditori, che verranno pagati secondo uno schema illustrato dall'assessore Giuseppina Andreazzoli: «Saranno divisi in quattro tipologie: i "privilegiati", cioé soprattutto i piccoli artigiani, avranno rimborsato il 100% dei loro crediti; i creditori "strategici" potranno ricevere fino ad un massimo del 75%; gli "ordinari" il 25% - 35% e infine gli enti pubblici e le società controllate il 20% - 25%». Poi bisognerà fare in modo che l'azienda rilanci la propria attività: «Dovremo aumentare di trentamila tonnellate la quantità di rifiuti indifferenziati che Cermec tratta attualmente - continua l'assessore - contestualmente potremmo elevare anche le tariffe che il Comune corrisponde alla società». Crediti a percentuale ridotta, più rifiuti lavorati e tariffe aumentate: tre mosse per creare liquidità «E a quel punto ricapitalizzare - conclude Andreazzoli - sempre che il nostro piano sia omologato dal Tribunale e che i creditori votino a favore del concordato».  Dagli scranni della minoranza arrivano proposte alternative: «Si faccia una concordato per pagare le aziende che hanno lavorato - propone Gianni Musetti della Destra - e poi si chiuda il Cermec, si dia impulso alla raccolta porta a porta e si doti l'Amia di un impianto di selezione meccanica dei rifiuti differenziati». Ma è soprattutto sulla gestione, che ha trascinato l'azienda ad un passo dal fallimento, che si concentrano le parole più dure. «Chi semina clientelismo - accusa il capogruppo del Pdl Lanmarco Laquidara - raccoglie debiti, nuove tasse per i cittadini e insolvenza per i creditori. Al fondo di tutto c'è la mancanza di una strategia dei rifiuti a livello provinciale o di ambito territoriale.»  C'è spazio anche per il Movimento Cinque Stelle, che chiede e ottiene la parola all'inizio del consiglio. «Nel 2012 dovremmo arrivare all'obiettivo - ricorda il portavoce Michele Palma - del 65% di raccolta diferenziata, ma siamo lontanissimi da quella percentuale. Noi chiediamo di abbandonare l'incenerimento e di estendere l'esperimento della raccolta porta a porta a tutto il territorio comunale: dopo 3 anni di sperimentazione possiamo affermare che è stato un successo».  Le ultime battute sono ancora del sindaco: «Sono destinatario di un mandato pesantissimo - afferma Zubbani - oggi siamo davanti ad una lezione molto dura, ma abbiamo l'occasione di dimostrare quanto valiamo come comunità». A.B.

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