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Tenerani a casa, gli avvocati: si fa strada la nostra ricostruzione
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Davide Tenerani Omicidio Esposito, su Facebook non si affievolisce la polemica e il pm potrebbe fare ricorso
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CARRARA. È tornato a casa Davide Tenerani, 24 anni, il giovane accusato dell'omicidio di Jonathan Esposito, 27 anni, ucciso alla Spezia da una coltellata al petto il 27 febbraio scorso. Un'ordinanza del Tribunale della Spezia, firmata dal gip Diana Brusacà, ha infatti commutato la custodia cautelare in carcere, a cui il ragazzo era sottoposto da 5 mesi, in arresti domiciliari. «Le esigenze cautelative si sono certamente affievolite» scrive il gip nell'ordinanza, riferendosi al rischio di reiterazione del reato e inquinamento delle prove, che avevano giustificato l'adozione della misura carceraria il 2 marzo scorso. A mutare è stato anche il quadro normativo, con la Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo quel comma della legge 275, che prescriveva la cella obbligatoria per reati come quello di cui Davide è accusato. «L'omicidio è certamente scaturito in una contingeza eccezionale - dice l'ordinanza - con l'innesco di forti tensioni occasionali anche etero provocate». E ancora «pur sussistendo il dolo del reato di omicidio volontario» non si esclude «che questo fosse presente nella forma del solo dolo eventuale». Ovviamente soddisfatti i legali del giovane accusato, Fabio Sommovigo e Cristina Lattanzi. «Siamo ovviamente contenti della decisione - racconta Lattanzi - non solo per il fatto in sé, ma più che altro perché nelle motivazioni del gip abbiamo riscontrato un modo di vedere i fatti di quella sera diverso, che noi abbiamo sostenuto dal primo momento. Vediamo uno spiraglio che abbiamo chiesto da subito». Di ben altro tenore le parole che si leggono sul gruppo Facebook "Giustizia per Jonathan Esposito", gestito dalla sorella Jennifer, che scrive: «Tenerani agli arresti domiciliari... queste sono le leggi del nostro paese! Dopo 5 mesi di cella, ora se la gode sul divano servito e riverito. Questa è l'Italia! Intanto Jonathan è morto...». Una pagina molto frequentata, che Jennifer aggiorna spesso con ricordi del fratello. Il processo inizierà a novembre, ma non sono esclusi colpi di scena ulteriori nel frattempo. Il Pm Maurizio Caporuscio ha infatti espresso parere contrario agli arresti domiciliari, «ritenendo ancora sussistenti le esigenze cautelari - recita l'ordinanza - in relazione alle specifiche modalità del fatto e alla personalità dell'indagato». Il pubblico ministero ha ora tempo dieci giorni per presentare un ricorso contro questa decisione, se lo ritenesse opportuno. In quel caso la palla passserebbe al Tribunale del Riesame di Genova. (A.B.)
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