Il Tirreno

Ronchi e Colonie, stop alle case

Gabriele Dini
Una panoramica di Massa vista dall’alto
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Una panoramica di Massa vista dall’alto

Pucci accoglie le richieste di Provincia e Regione. Via libera agli ampliamenti

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MASSA. Subito lo sblocco degli ampliamenti al di sotto dei 40 metri quadri. La commissione paritetica porta una boccata di ossigeno per il settore edilizia dopo le proteste di questi giorni. Ma il Comune dovrà ritirare le varianti anticipatorie per Ronchi e per le ex-Colonie. Lo scontro sul piano strutturale tra Comune, Provincia e Regione si arricchisce di un nuovo capitolo in attesa della conclusione della saga.  Ieri il sindaco Roberto Pucci è andato a Firenze per presentare la delibera di Giunta che ha recepito le indicazioni di Provincia e Regione sul piano strutturale. La discussione è stata accesa, anche perché la posta in ballo era grande: il futuro urbanistico della città. Alla fine il sindaco, per salvare il piano strutturale, ha dovuto fare marcia indietro su alcuni punti importanti. Come già annunciato nei giorni scorsi dal piano strutturale dovranno infatti sparire le varianti anticipatorie per il litorale e anche per la zona industriale.   Sì agli ampliamenti. Intanto gli archietetti e i costruttori, che nei giorni scorsi avevano scritto una lettera alla Regione per protestare con tro le norme di salvaguardia troppo severe imposte dal Comune, hanno ottenuto la prima vittoria. Nel documento presentato dalla Giunta, infatti, si dà il consenso ad allargamenti non superiori a 150 metri cubi, escludendoli dalle norme di salvaguardia. Il via libera dovrebbe arrivare già da giovedì prossimo, con la prossima riunione della paritetica.  Su Ronchi si rallenta. Al centro di tutta la polemica sul piano strutturale c'è il problema del carico insediativo sul sistema costiero. Per provincia e Regione, infatti, i piani per Riva dei Ronchi e per le ex-Colonie avrebbero portato troppo cemento. Contestato anche l'uso di varianti anticipatorie per questre due zone - e per la zona industriale lungo l'Aurelia - previsto dal Comune di Massa.  Il documento che sarà ripresentato in consiglio comunale (e che raccoglie le indicazioni di Provincia e Regione) subordina l'approvazione delle previsioni inserite nella variante bloccata ad un «piano attuativo convenzionato che preveda profili di interesse pubblico». In pratica, per realizzare i progetti presentati sulle colonie, si dovrà dimostrare l'interesse pubblico degli interventi e passare dalla trafila burocratica delle osservazioni. Il 25% di residenziale previsto nelle colonie è quindi in bilico.  Lo strumento della varianti anticipatorie resterà solo per opere pubbliche o interventi di utilità generale. Il tempo stringe. Al di là delle considerazioni politiche, che non mancheranno di arrivare nei prossimi giorni, ora c'è un problema di tempi. Il ricorso alle osservazioni per ampie porzioni del piano strutturale, rischia di far arrivare la fine della legislatura (il mandato di Pucci scade nell'aprile 2013) prima dell'approvazione del nuovo regolamento urbanistico, lo strumento che dà applicazione pratica alle indicazioni contenute nel piano strutturale. Ora tocca all'abilità politica di Pucci portare l'edilizia fuori dalla palude in cui è caduta.

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