Il dolore
Risarcimento da 15mila euro alle parti civili, assolto da ogni accusa il direttore dei lavori
Old River, un anno e 10 mesi per truffa ma per il giudice non c'è lottizzazione
Chiara Sillicani
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L’esterno del complesso edilizio3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Ad aprire la strada è stata la sentenza sul residence Doria: per il giudice Antonella Dragotto la lottizzazione abusiva non c'è. E - secondo il giudice Antonia Aracri - non c'è neanche per la residenza turistico alberghiera Old River, in via Podenzana, la prima in Provincia a fare i conti con il sequestro. La sentenza. Tradotto: non è stata cambiata - così si deduce dalla sentenza - la destinazione d'uso dell'immobile, da ricettiva a residenziale. Assolti, quindi, dall'accusa di lottizzazione abusiva Maria Rosa Stagnari, legale rappresentante della Rosagiò srl, società proprietaria dell'immobile e Pier Giorgio Puccini progettista e direttore dei lavori. E se la lottizzazione non c'è, non solo non scatta la confisca - rischio più temuto - ma viene revocato il sequestro e l'immobile torna nella disponibilità della Rosagiò. L'assoluzione da lottizzazione, però, non mette al riparo Maria Rosa Stagnari dalla condanna per truffa (il reato non era contestato a Puccini): un anno e 10 mesi, con sospensione della pena, 520 euro di multa e pagamento delle spese processuali. Nessuna lottizzazione. Prescritto, invece, l'altro reato contestato a tutte e due gli imputati, l'abuso edilizio. In parole semplici, il pubblico ministero Alberto Dello Iacono contestava lavori realizzati senza concessione (un vano scala, una colonna ascensore, un piano seminterrato), ma quegli interventi - anche nel caso in cui non rispondessero alle regole - non sono più perseguibili perché è intervenuta la prescizione, è passato, insomma, troppo tempo. Altra storia per la lottizzazione: per il giudice il reato non sussiste. Non ci sono quindi le condizioni per dire che il residence è stato trasformato in miniappartamenti. Solo leggendo le motivazioni della senmtenza sarà possibile fare maggiore chiarezza. In effetti - e questi elementi avrebbero potuto giocare un ruolo rilevante - nessuno abitava all'Old River, nè erano stati firmati contratti di vendita. Anche se l'impegno alla vendita c'era, tanto che erano già state pagate anche alcune caparre che il pubbblico ministero quantificava in oltre un milione e mezzo di euro. Una sola condanna, quindi, anche se Nicola Bianchi, legale di Maria Rosa Stagnari, promette già il ricorso in appello. La battaglia civile. Se il fronte penale (ricorso a a parte) si è chiuso, rimane aperta la partita civile. A chi doveva comprare casa all'Old River e si è costituito parte civile in processo, il giudice ha riconosciuto 15mila euro ciascuno per i danni morali subiti, oltre al pagamento delle spese legali sostenute. Ma c'è chi, contemporaneamente, ha intrapreso anche una causa, ancora pendente, di fronte al giudice civile. Rimane da capire l'aspetto amministrativo della questione, vale a dire il futuro urbanistico dell'Old River: l'immobile torna alla società proprietaria, si tratterà poi di capire che tipo di rapporto si delineerà tra quella stessa società e chi aveva versato acconti e se siano ammissibili eventuali sanatorie dell'Old River.
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