Sicurezza
Lunigiana Acque, sì alla liquidazione
Gianluca Uberti
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Cambiamenti in vista per il servizio idrico Per l'assemblea dei soci è troppo il passivo di 840mila euro
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AULLA. Fumata nera per Lunigiana Acque, la società per azioni che gestisce gli acquedotti dei Comuni di Aulla, Podenzana e Tresana, durante l'assemblea dei soci di ieri. Infatti, nonostante il fatto che i Comuni in questione abbiano espresso la loro contrarietà alla messa in liquidazione della spa., il socio privato, largamente maggioritario in quanto a quote, ha stabilito di procedere verso il taglio della Lunigiana Acque spa. Perciò, come primo passo sarà nominato un commissario e la società, che ha accumulato un passivo di 840mila euro nel 2010, potrà garantire soltanto l'ordinaria amministrazione e manutenzione fino al 31 dicembre di quest'anno. Dopo questa data potrebbe essere ancora possibile una ricapitalizzazione della spa, ma ulteriori novità in tal senso potrebbero emergere a settembre in sede di assemblea consortile dell'Autorità di ambito territoriale ottimale (Aato) delle acque n. 1 Toscana Nord. Lo sbocco più probabile, però, appare l'arrivo di Gaia, la società interamente pubblica che dovrebbe prendere il posto della Lunigiana Acque spa e che dovrebbe assorbirne il personale. La sensazione, infatti, è che il partner privato (la Geal di Lucca, controllata a sua volta dalla Acea di Roma, società quotata in borsa), che detiene oltre il 95% della Lunigiana Acque spa, voglia disfarsi di quello che considererebbe un "ramo secco". Il futuro delle gestione delle risorse idriche dei tre Comuni e anche delle bollette, però, non è ancora certo al 100 per cento, anche se va detto che le bollette potrebbero aumentare se si darà corso alla ricapitalizzazione della Lunigiana Acque spa, visto che maggiori investimenti potrebbero significare bollette più alte per recuperare quanto investito. Ricordiamo che quasi un anno fa, attorno a Ferragosto, esplodeva fragoroso ad Aulla il malcontento per le bollette dell'acqua pervenute agli utenti, poiché le bollette recavano un avviso in cui si spiegava che si sarebbe dovuta pagare una maggiorazione di 66,86 euro a titolo di deposito cauzionale. Il tutto ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della convenzione stipulata fra la Lunigiana Acque spa e il Comune di Aulla nel 1996, ai tempi in cui era sindaco Lucio Barani. Ma in tanti, giustamente, si erano chiesti: perché applicare questo articolo ben quindici anni dopo la stipula della convenzione? Come risultato gli utenti si autoridussero le bollette, supportati dall'amministrazione comunale, dal gruppo consiliare Idee in Comune e dalla Lega Nord.
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