Il Tirreno

Gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

Frana di Mirteto, solo 3 indagati rispondono alle domande dei pm

C.S.

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 MASSA. Nell'inchiesta sulla frana di Mirteto, che lo scorso ottobre è costata la vita a Aldo Manfredi, ieri è stato il giorno degli interrogatori. Convocati dagli inquirenti otto dei nove indagati: non è stato sentito, infatti, il dirigente Fabio Mercadante. Gli inquirenti hanno deciso di ascoltare tutti gli indagati nello stesso giorno, a garanzia della totale spontaneità delle dichiarazioni rese.  Rossella Soffio e Federico Manotti, i pubblici ministeri titolari dell'inchiesta, hanno interrogato l'ingegnere Andrea Bontempi, capo dell'ufficio tecnico di protezione civile e salvaguardia idrogeologica e il geometra Carlo Mariani dello stesso settore, direttore dei lavori eseguiti sulla collina di Mirteto nel 2009. Alla Squadra mobile, guidata da Antonio Dulvi Corcione, sono stati affidati, per delega, gli interrogatori di tutti gli altri indagati.  Agli uffici della mobile si sono presentati Iacopo De Nobili, Franco Ferrari, Iacopo Baroni, Giuseppe Rebecchi, Alessandro Migliorelli e Riccardo Barbieri.  Soltanto Ferrari, De Nobili e Barbieri, però, hanno risposto alle domande degli inquirenti, tutti gli altri indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Gli interrogatori rappresentano una fase importante delle indagini: prima di ascoltare gli indagati, infatti, la Procura ha voluto fare chiarezza su tutti gli aspetti tecnici, ha atteso, quindi, la perizia dei consulenti per riscostruire con la massima chiarezza possibile quanto potrebbe essere accaduto a Mirteto.  Le ipotesi accusatorie (omicidio e disastro colposo) rimangono le stesse, ma gli interrogatori potrebbero aver contribuito a fare chiarezza sulle eventuali responsabilità dei singoli.  L'inchiesta sulla tragedia di Mirteto è ormai alla fase finale anche se per la formale conclusione delle indagini potrebbe servire ancora qualche tempo.

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