Sicurezza
La ditta Fermet al lavoro per demolire vecchie baracche di legno e di lamiera, dieci giorni per ripulire l’area. Poi si riapre al pattinaggio
Ruspe alla Caravella, è iniziata la bonifica
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Le operazioni di bonifica del complesso CaravellaFli si rivolge ai Beni culturali: lì deve essere recuperata la vecchia destinazione a pista da ballo
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MARINA DI CARRARA. Ruspe sul posto, cominciano lungomare i lavori di smantellamento e di ripulitura nello storico ma abbandonato complesso della Caravella di Marina, da parte della ditta incaricata dal Comune, la Fermet di Massa, di Alberto Ricciardi. «Il sindaco - dice Ricciardi - ci ha chiesto di intervenire, con lo scopo di riqualificare quella zona». La Fermet Servizi fa partire i lavori di demolizione dei piccoli fabbricati in legno e in lamiera, nell'area in stato di abbandono. Sono previsti circa dieci giorni per bonificare il tutto, facendo riaffiorare la pista di pattinaggio a rotelle e il palco per gli spettacoli. L'assessore all'urbanistica Andrea Vannucci conferma che entro breve si potrà tornare a pattinare sulla pista. La Caravella è in concessione demaniale al Comune che solo con il decollo del federalismo fiscale potrà avere il bene. «La destinazione - dice - sarà per la fruizione pubblica ma non ci sono ancora progetti precisi. Intanto intendiamo riaprire la pista, magari con un accordo temporaneo con il volontariato». Fli: si recuperi come pista da ballo. Nicola Franzoni, di Futuro e libertà, chiede al sindaco di fermarsi alle pulizie generali. «La Caravella era una pista da ballo costruita nel Ventennio e potrebbe anzi dovrebbe essere un bene di rilevanza storico-artistica; è pertanto indispensabile ascoltare il parere del Ministero dei beni culturali e della direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici prima di cambiarne la sua destinazione». «Futuro e Libertà chiede che l'opera, originariamente splendida, venga ridestinata alla sua vocazione e la si trasformi nuovamente in quello che era, ossia una pista da ballo all'aperto. Strano rilevare come sul piano turistico e ricettivo eravamo infatti più avanti nel Ventennio rispetto ad oggi: Marina attualmente se la sogna una struttura di quella portata. La vasca della Caravella infatti, da foto storiche, era lastricata di marmo e presentava tutte le pareti di mattoni murati a vista: cinque accessi laterali in marmo alla pista. Il tutto era recintato da una importante struttura marmorea in un contesto curatissimo». «Non vorremmo - conclude Fli - che il cantiere della Caravella, diventasse l'ennesima incompiuta di questa amministrazione. Per questo motivo ma soprattutto al fine di salvaguardare il destino storico e artistico della Caravella abbiamo deciso di rivolgerci direttamente al Ministero dei beni culturali e artistici e alla direzione regionale dei Beni culturali e paesaggistici».
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