Il Tirreno

Lunigiana Acque, futuro incerto a causa del passivo

Gianluca Uberti
L’acqua potabile che sgorga dai rubinetti
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L’acqua potabile che sgorga dai rubinetti

E se i Comuni dicono ok a ricapitalizzare c'è il rischio di aumento delle bollette

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AULLA. A seguito dell'esito del referendum e a causa del passivo accumulato (840mila euro nel 2010), è costellato di interrogativi il futuro di Lunigiana Acque, la società per azioni che gestisce gli acquedotti dei Comuni di Aulla, Podenzana e Tresana. La società potrà essere ricapitalizzata o dovrà essere messa in liquidazione, con la contestuale nomina di un commissario? Arriverà alla scadenza naturale del 2020?  Altra domanda? C'è Gaia pronta a subentrare e ad assorbire il personale impiegato alla Lunigiana Acque s.p.a.? Interrogativi che potrebbero essere sciolti oggi (mercoledì 27 luglio), essendo in programma l'assemblea consortile dell'Autorità di Ambito Aato) delle acque n. 1 Toscana Nord, al termine della quale, alle 17,30, i capigruppo consiliari aullesi si incontreranno e valuteranno il da farsi in base a quanto emerso dall'assemblea.  Nel frattempo, consiglio comunale aullese ha autorizzato il sindaco Roberto Simoncini ad intervenire all'assemblea dei soci della Lunigiana Acque Spa di domani (giovedì 28 luglio): è in quella sede, infatti, che si dovrebbe conoscere il futuro delle gestione delle risorse idriche aullesi e anche delle bollette. Bollette che potrebbero aumentare se si darà corso alla ricapitalizzazione della Lunigiana Acque: è Simoncini stesso che non lo ha nascosto, visto che maggiori investimenti potrebbero significare bollette più alte per recuperare quanto investito. Nel sostenere il ruolo della Lunigiana Acque s.p.a., invece, è perentorio il sindaco di Podenzana, Riccardo Varese, il quale annuncia la propria netta contrarietà alla messa in liquidazione della società per azioni: «Comunque, tutti i tre Comuni - afferma Varese - sono sulla stessa linea».  A Varese fa eco il sindaco di Tresana, Oriano Valenti, il quale dichiara di preferire «Rimanere con Lunigiana Acque piuttosto che scegliere l'incerto».  Però, aggiungiamo noi, la sensazione è che il partner privato (la Geal di Lucca, controllata a sua volta dalla Acea di Roma, società quotata in borsa), che detiene il 97% della Lunigiana Acque s.p.a., voglia disfarsi di quello che considererebbe un "ramo secco".

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di Redazione web