Il dolore
Cantiere, se ne vanno dodici lavoratori
Cinzia Carpita
Sono i "traghettatori": a casa con stipendio assicurato fra Inps e azienda fino al pensionamento
3 MINUTI DI LETTURA
MARINA DI CARRARA. Il cantiere ha cominciato la cura dimagrante: sei lavoratori hanno firmato nei giorni scorsi per andarsene e altri sei lo faranno stamani nella sede dell'Associazione industriali dove si tiene la conciliazione, sulla base dell'ultimo accordo azienda-sindacati che prevede incentivi all'uscita veloce e volontaria entro il 31 agosto. Secondo voci sindacali i volontari potrebbero arrivare a una trentina. L'azienda inizialmente aveva stabilito 55 esuberi, poi scesi a 40, e alla fine nella trattativa ha prevalso il meccanismo dell'uscita volontaria e quindi con un tetto che non dipende più dall'azienda ma dalle decisioni dei singoli dipendenti (andarsene o restare). I primi sei a decidere di lasciare Nca, fanno parte dei cosiddetti "traghettatori", coiè coloro a cui non manca molto alla pensione. Appartengono alla stessa fascia anche i sei di stamani che formalizzeranno l'esodo. Secondo gli accordi, i traghettatori percepiranno 5.000 euro di incentivo per l'uscita veloce entro il 31 agosto, più ovviamente tutte le altre spettanze di legge. Tecnicamente avranno da Nca una somma pari alla differenza fra l'indennità di mobilità che percepiranno dall'Inps e il salario che hanno percepito fino alla data di licenziamento (la lettera scatta al momento della conciliazione): in sostanza anche se smettono di lavorare per il cantiere, otterranno più o meno il normale salario finora percepito, fino al giorno in cui scatterà la pensione (che varia, per ogni singolo caso, di vari mesi, fino ai prossimi tre anni). L'Inps erogherà l'assegno di indennità di mese in mese, mentre l'azienda calcolerà il totale delle spettanze da qui al giorno del pensionamento, e verserà l'intera somma all'operaio entro un mese dalla conciliazione. Gli altri lavoratori non traghettatori potranno scegliere anche loro se abbandonare il cantiere oppure no. Se lo faranno entro il 31 agosto avranno 40mila euro lordi, di cui 5mila come incentivo. Ma pare che finora non si sia fatto avanti nessuno, perché evidentemente da un lato c'è sempre la speranza che il cantiere abbia un futuro, e dal'altro anche la preoccupazione di non trovare un'occupazione alternativa. Il futuro di Nca, resta comunque appeso alle decisioni politiche. Infatti non c'è nulla di nuovo all'orizzonte in fatto di commesse: la nave Rfi acquisita, è l'unica certezza. «Stanno arrivanto i materiali - dice l'amministratore delegato Luigi Mor - e questo ha comportato che i cassintegrati da 130 sono ora 115, si comincia a lavorare sui pezzi. Il grosso dell'attività comincerà a settembre. Sto continuando a spingere, come posso, per la seconda nave Rfi, ma tutto dipende dalle decisioni politiche. Mentre lo scenario della cantieristica è preoccupante, se ci guardiamo attorno c'è da mettersi le mani nei capelli. Almeno noi abbiamo una commessa da costruire». Sì, ma l'estate ha mandato in vacanza anche tutti i discorsi sul futuro assetto sociatario di Nca, e sul possibile ingresso di privati (un cantiere con meno organico potrebbe essere più appetibile) visto che Invitalia non potrà sostenere all'infinito l'ultimo baluardo della navalmeccanica in Toscana.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
