Il Tirreno

Caccia aperta a chi ha bruciato Erre Erre

Chiara Sillicani
Caccia aperta a chi ha bruciato Erre Erre

Il procuratore capo Giubilaro: il rogo è doloso, ma è da escludere la pista mafiosa

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MASSA. Se quella del dolo fino a ieri era un'ipotesi, seppur la più accreditata, oggi diventa certezza: la Procura ha aperto un'inchiesta per incendio doloso. Non che siano completamente abbandonate le altre piste, ma quella più battuta ormai è una: qualcuno ha appiccato le fiamme all'impianto per la produzione di combustibile da rifiuto. «Incendio doloso - sintetizza il Procuratore capo Aldo Giubilaro - ma non mafioso» e mette a tacere le ipotesi avanzate da chi, a poche ore dal rogo, chiedava addirittura l'intervento dell'antimafia.

Tutte le carte in gioco.
Gli elementi che fanno propondere per l'ipotesi del dolo, però, ci sono tutti. Ci sono soprattutto un paio di coincidenze sospette: le fiamme si levano in cielo il giorno in cui Carlo Mattugini, giudice per le esecuzioni mobiliari, deve decide se dare esecuzione all'asta e assegnare parte dell'impianto a chi se l'è aggiudicato o far confluire i beni nel patrimonio fallimentare (ha deciso poi per la seconda opzione). C'è altro: vanno in fumo 150 tonnellate di rifiuti, stoccate all'interno dell'impianto, proprio pochi giorni dopo il via libera della Procura e della Provincia alla rimozione.

Elementi su cui la magistratura ha certamente puntato gli occhi. Tanto da aprire, appunto, un fascicolo per incendio doloso. «Se il rogo fosse scoppiato in qualsiasi altro stabilimento - tira le somme il Procuratore capo Aldo Giubilaro - la cosa sarebbe parsa meno strana, ma siamo di fronte ad un impianto (quello di Erre Erre ndr) al centro di accertamenti delicati. Anche se - ci tiene a sottolinearlo - il rogo non ostacolerà l'indagine in corso». Titolari dell'inchiesta sull'incendio sono Federico Manotti e Rossella Soffio.

E non a caso: sono loro, infatti, i sostituti procuratori che stanno facendo luce sulle vicende tributarie di Cermec (la società di smaltimento rifiuti a capitale interamente pubblico) e sull'utilizzo di finanziamenti europei per la realizzazione di Erre Erre. L'impianto di bricchettaggio nasce, infatti, dal sodalizio tra Cermec (con il 51% delle quote) e Delca spa di Vicopisano (con il restante 49%). Anche se adesso la società è interamente nelle mani del socio pubblico: Delca non ha sottoscritto la ricapitalizzazione.

Il fascicolo sull'incendio è contro ignoti. La sfida adesso per gli inquirenti è individuare il movente, chiarire a cosa mirasse chi ha dato alle fiamme l'impianto. In particolare gli inquirenti sarebbero al lavoro per capire se chi ha appiccato l'incendio conoscesse l'impianto Erre Erre e sapesse come muoversi in quell'area, confinante con il Cermec. Del resto le fiamme si sono levate proprio in uno dei punti più nascosto del capannone (verso monti, lato Carrara), ma facilmente accessibile, a confine con un grande terreno senza costruzioni e senza aziende.

«Non parliamo di mafia».
Il Procuratore Aldo Giubilaro ammette che è stato aperto un fascicolo contro ignoti per incendio doloso, ma tranquilizza gli animi: «Su questa vicenda non c'è ragione specifica, nè generale per dire che abbia a che vedere con la mafia». E motiva con chiarezza la sua dichiarazione: «La criminalità mette in atto solitamente interventi mirati per sostituirsi ad altri soggetti. Ma considerato che Erre Erre non era un impianto operativo, non avrebbe avuto senso bloccare uno stabilimento inattivo». Insomma la mafia - questo il concetto - opera per sostituirsi ad altri nella gestione di servizi. In questo caso, però, il servizio non c'è: Erre Erre le bricchette non le produce.

Vanno avanti le inchieste.
E mentre si apre un nuovo fascicolo per incendio doloso, gli inquirenti tirano le somme sulle inchieste già in corso, quella su Cermec e quella collegata su Erre Erre. Nel primo filone, per reati fiscali, sono indagati gli ex presidenti Roberto Vaira e Luciano Bertoneri e Domenico Del Carlo, legale rappresentante di Delca. Il secondo filone si concentra, invece, sull'utilizzo di finanziamenti europei per la realizzazione dll'impianto Erre Erre e l'unico iscritto nel registro è Domenico Del Carlo.

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