Sicurezza
Ancora incertezza nell'Ato Costa: dubbi sul gestore unico
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La sede del Cermec a Massa 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA-CARRARA. In attesa degli sviluppi del caso Erre Erre e Cermec, proseguono gli incontri sul tema dei rifiuti che il gruppo di lavoro dell'Ato Rifiuti Costa sta portando avanti. Già dalla scorsa primavera, l'assemblea dell'Ambito Territoriale Ottimale, che comprende 111 comuni delle province di Massa-Carrara, Pisa, Livorno e Lucca, ha deliberato un percorso che dovrebbe portare alla selezione del gestore unico dei rifiuti, per l'intera area. Il recente referendum non ha fatto però molta chiarezza per ciò che sarà il prossimo futuro. Non è chiaro, infatti, se sarà necessario dover ricorrere ad una gara per la gestione del servizio, oppure se sarà possibile portare avanti quanto ipotizzato da chi fa parte dell'Ato Costa, ovvero una società mista, detta anche "Newco". Non è da escludere, però, nemmeno un ricorso alla gestione "in house", ossia la gestione "in proprio" da parte di ogni singolo Comune. Quest'ultima soluzione pare però la meno caldeggiata, in quanto porterebbe un eccessivo frazionamento. Da quanto emerge, si attende un pronunciamento più chiaro da Regione e Governo. Restando nell'ottica dell'ottimizzazione delle risorse, si sente parlare del potenziamento del termovalorizzatore in zona Picchianti, a Livorno, così come è avviato il percorso per realizzare attraverso gara un grande impianto di compostaggio a Pontedera, in grado di far fronte alle esigenze dell'intera Ato Costa, da Carrara a Piombino. Ciò non significherebbe necessariamente la dismissione degli attuali impianti, ma potrebbe risultare un alleggerimento degli stessi. Va infine ricordato che la Toscana produce 2,5 milioni di rifiuti urbani all'anno, e 7,3 milioni di rifiuti industriali, per i quali vengono impiegati otto termovalorizzatori ormai obsoleti e di ridotte capacità. Ci sono anche 21 discariche, ma solo poche costituiscono siti moderni e di riferimento. L'ottica, perciò, potrebbe essere quella di avere meno impianti, ma più efficaci. Per servire i circa un milione e mezzo di abitanti che costituiscono l'Ato Costa, di cui Massa e Carrara fanno parte, l'indirizzo che sta emergendo è quello di provare a ottimizzare i costi su larga scala, e puntare a uniformità delle tariffe e dei servizi erogati. Ma il percorso non appare assolutamente semplice.
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