Il dolore
Alga tossica scoperta a Marina
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Il litorale di Marina di MassaFioritura record del microrganismo: provoca febbre e malesseri
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MASSA. Una fioritura di alghe crea qualche preoccupazione a Marina. A segnalare una presenza anomala di Ostreopsis Ovata - questo è il nome del microrganismo di origine tropicale - sono stati i monitoraggi dell'Arpat. L'alga può provocare fenomeni irritativi come la congiuntivite e anche febbre. La presenza di alghe ha superato i limiti previsti nelle tabelle del Ministero con valori eccezionali soltanto in uno dei punti di controllo della qualità delle acque individuati sulla costa di Marina: quello all'altezza del bagno Mauro, proprio nel centro della frazione. Il limite previsto sarebbe di 10mila cellule per litro nella colonna d'acqua. Nei punti di controllo alla Colonia Fiat, al bagno Rossi e all'altezza di Partaccia, i valori sono sempre rimasti abbondantente nella norma sia a giugno, sia a luglio. Durante il secondo controllo il valore nel punto di campionamento di Marina centro risulta molto elevato (circa 129mila cellule per litro) superiore al valore critico. Ostreopsis ovata è un'alga microscopica unicellulare che di solito vive nelle calde acque dei mari tropicali, ma che ha trovato condizioni climatiche ottimali di sviluppo anche alle nostre latitudini. Non è visibile a occhio nudo. A partire dal 1998 si è manifestata anche in Toscana, in particolare dove sono state realizzate barriere artificiali antierosione, sia parallele che perpendicolari alla costa. Nei mesi estivi, luglio e agosto, in condizioni favorevoli Ostreopsis ovata può dare luogo a una fioritura. Durante la fioritura algale, nelle persone che sostano sulla spiaggia si possono verificare dei malesseri. come febbre a più di 38ºC, dolori articolari, faringite, tosse, disturbi respiratori, nausea, vomito, raffreddore; o congiuntivite. Tutti problemi passano comunque entro 24-48 ore. Da Arpat arrivano comunque rassicurazioni. «Ormai quella dell'alga è una presenza normale - spiegano - e i problemi sono piuttosto rari».
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