Italia
E ora scatta un piano d'emergenza
Ugo Bosetti: «Se questo è il clima dobbiamo preoccuparci»
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MASSA. Ugo Bosetti è pallido. Sono le otto del mattino e lui è davanti all'impianto in fiamme da quasi tre ore. Si rende conto che i danni sono tanti e lo conferma in una rapida conferenza stampa convocata nel primo pomeriggio. Ma può tirare - se è il caso di dirlo - un sospiro di sollievo: l'impianto del Cermec, che con quello di Erre Erre confina, è salvo, se non dai debiti, almeno dalle fiamme. Gli operai, richiamati in forze all'alba, sono pienamente operativi e i camion, carichi di rifiuti entrano e scaricano. «I danni sono molto gravi - ammette il presidente di Cermec ed Erre Erre - credo siano stati compromessi l'impianto elettrico, l' elettronica dei macchinari e il biofiltro sul tetto (una vasca con materiale vegetale per l'abbattimento dei cattivi odori ndr)». E non è finita: «Dovremo fare verifiche sull'intera struttura e sui nastri trasportatori». L'ipotesi del dolo non è stata ufficiAlizzata e Ugo Bosetti non si sbilancia, ma descrive un quadro poco rassicurante: «Ci sono indagini in corso (l'inchiesta è nella mani del pm Federico Manotti), ma se emergesse il dolo, sarebbe davvero grave». Per il clima in cui quell'ipotesi matura. «Abbiamo già subito due furti» si lascia sfuggire. Prima che l'area fosse sottoposta a sequestro sono stati rubati computer e documenti sul materiale in entrata e in uscita dall'impianto. Carte conservate nell'ufficio pesa. Dopo il sequestro, un secondo furto: i ladri, rotti i sigilli, hanno portato via ferro e ottone. I furti sono stati denunciati. Adesso le fiamme: «Se fossero dolose - ammette il presidente - la cosa sarebbe preoccupante». Tanto che il Cermec si attiva per scongiurare ulteriori rischi: «Abbiamo deciso una riorganizzazione aziendale, abbiamo istituito un turno di notte, con due operai». L'area Cermec sarà sorvegliata 24 ore su 24, 7 giorni su 7. «Vogliamo rivedere anche la reperibilità, è vero che in emergenza tutti i lavoratori sono arrivati in un'ora, ma ci sono dettagli che vanno messi a punto, qualche aggiustamento serve». Un impianto di sorveglianza c'è, ma copre solo una parte dell'area: «Abbiamo intenzione di installare telecamere lungo tutto il perimetro, anche quello al cui interno sorge Erre Erre, a questo scopo - visto il sequestro in corso - abbiamo chiesto l'autorizzazione della Procura». Poi il pensiero di Bosetti va a chi tra le fiamme ha lavorato per ore: «Come presidente e a nome anche dei dipendenti Cermec ringrazio i vigili del fuoco e le forze dell'ordine per la prontezza e per la professionalità». Solo poche parole, invece, sull'udienza di ieri mattina che ha sospeso - alla luce della sentenza di fallimento - l'esecutività dell'asta e bloccato la vendita di parte dei macchinari Erre Erre: «Mantenere l'unità dell'impianto è importante per Cermec (ormai socio unico) e dei creditori». C.S.
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