Il Tirreno

Alla festa della Cgil i diritti e la dignità delle lavoratrici

Luca Menconi
Un momento del dibattito alla Festa della Cgil
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Un momento del dibattito alla Festa della Cgil

Le testimonianze di due operaie e del movimento "Senonora quando"

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 CARRARA. Una serata tutta in rosa per discutere di lavoro, memoria e dignità femminile. L'occasione è stata la decima edizione della festa provinciale della Cgil, a Ca' Michele, con la conferenza sulle donne di domenica sera, coordinata dall'attrice di "Distretto di Polizia", Daniela Morozzi, ed introdotta dalla coordinatrice confederale Cgil di Massa-Carrara, Isa Zanzanaini. Centrale è stato il racconto dell'esperienza di vita di due operaie, Mary Almacergui e Luisa Pietrini. Impiegata presso la D'Avenza, storica azienda carrarese del settore dell'alta moda, Almacergui rievoca con orgoglio il proprio passato e quella che chiama «la mia fabbrica». «Quello delle operaie dell'epoca - racconta - era un mondo difficile, dove i diritti erano spesso calpestati od ignorati. Eppure, per la necessità di garantire un futuro ai nostri figli, noi operaie abbiamo perserverato nella nostra occupazione e ci siamo confortate ed aiutate a vicenda».  «Quando si vedeva che una compagna era in difficoltà - ha detto - non esitavamo a stringerci attorno a lei come una grande famiglia». «Non era, tuttavia, soltanto, il momento di piangere o di rammaricarsi: con coraggio, noi, donne lavoratrici, in un'atmosfera di incomprensione ed ostilità come poteva esserci negli anni'70, abbiamo condotto numerose lotte, con i sindacati o senza, per rivendicare i nostri diritti». Passi in avanti nella causa femminista che Almacergui vede, oggi, contestati e rimessi in discussione. «Non si può lottare per perdere poi tutto ad ogni svolta della storia - ha aggiunto - tanto più che quello che veniva rivendicato, ed in parte viene richiesto oggi, è semplicemente la parità». Di simile parere, è la più giovane Luisa Pietrini, dipendente in cassa integrazione dell'azienda lunigianese Ica, chiusa per fallimento nel 2008. «Pur trovandomi in una posizione personale difficilissima - afferma, ammettendo di essere ad un passo dalla mobilità - continuo a coltivare la speranza per il futuro, in quanto senza di quella non si può andare avanti, e un senso altissimo della dignità del lavoro che facevo, come donna operaia». Un filo rosso collega queste storie recenti, fatte di sacrificio per i propri cari, di impegno, ma anche di difficoltà, a quelle raccontate nel libro della giornalista Angela Maria Fruzzetti. Presentato anch'esso domenica sera, racconta la storia delle donne che lavorarono alla filanda di Forno, le cui rovine sono state la fonte d'ispirazione per la realizzazione della raccolta, in cui emerge il senso della dignità femminile, sia nella considerazione del lavoro come fonte di libertà ed autonomia, sia nella rivendicazione dei propri diritti. Proprio come accade oggi, del resto, con il movimento "SeNonOraQuando", nato spontaneamente il 13 febbraio 2011. A farsi portavoce di questa iniziativa alla conferenza è stata Anna Maria Romano, responsabile del coordinamento donne Cgil Toscana.

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