Sicurezza
In corteo tra i bagnanti per «i diritti e la dignità» dei lavoratori stranieri
Ma gli ambulanti della spiaggia si tengono alla larga dalla marcia della solidarietà
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MASSA. Va in scena alla Partaccia il corteo on the beach «a sostegno dei diritti e della dignità dei lavoratori stranieri». Tra bagnanti incuriositi, slalom per evitare gli asciugamani stesi sulla sabbia e la risacca (che anche ieri ha "mangiato" metri e metri di battigia), una cinquantina di persone - giovani senegalesi, esponenti dei Carc e dell'Asp, un paio di vispissimi bambini - sono partiti dalla ex colonia Ugo Pisa, dove si svolgeva (è finita ieri) la Festa della Solidarietà e hanno percorso il litorale fino oltre la Torre Fiat per raggiungere l'ultima spiaggia libera. Da qui sono tornati indietro percorrendo, stavolta, via delle Pinete. Con una fermata d'obbligo davati ai cancelli del centro della Croce rossa che ospita un'ottantina di profughi minorenni provenienti dal Nord Africa. Un corteo colorato e divertito: le bandiere rosse dei Carc che si confondevano con le bandiere rosse dell'avviso di mare in burrasca; le magliette bianche e azzurre con la scritta "No Ciet", le corse per non farsi bagnare dalle onde. Ma, anche, una manifestazione su un tema drammatico, quello della richiesta di "dignità e libertà" per i lavoratori stranieri, che è stato poi lo slogan più gridato dai manifestanti. Così, tra turisti che fotografavano lo strano evento della protesta in riva al mare e il "comizio itinerante" di Marco Lenzoni dell'Asp - il quale arringava i bagnanti ricordando che "un ombrellone al Twiga costa 15mila euro e in milioni sono senza lavoro" - la marcia di solidarietà ha ottenuto il suo effetto. Anche se la solidarietà dei lavoratori ambulanti non l'hanno proprio trovata. I giovani ambulanti che vendevano sulla spiaggia si sono tenuti a buona distanza dal corteo. Anzi, qualcuno di loro, ha raccolto i suoi sacconi e si è allontanato. Forse, un eccesso di prudenza, nel timore che a seguire i manifestanti vi potessero essere forze dell'ordine e che loro potessero finire nei guai. La giornata «di solidarietà è proseguita con un pranzo multietnico, un dibattito su "Delle leggi razziali alla conquista della libertà" e una serata di musica e spettacoli. C.F.
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