Il Tirreno

12 ore al pronto soccorso. E senza visita

12 ore al pronto soccorso. E senza visita

Lo sconcertante racconto di un turista con un figlio disabile

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MASSA. Una giornata intera al pronto soccorso. Senza riuscire a farsi visitare. È il racconto del signor Raffaele, in vacanza a Marina. Nei giorni scorsi, il turista viene punto da una zecca alla schiena; l'animale viene asportato ma il dolore continua. L'uomo, allora, decide di andare al pronto soccorso.

Non può però andarci da solo: «Ho un figlio disabile - riferisce lui stesso in una lettera inviata all'Asl - che ha bisogno della costante presenza dei genitori». Così, in ospedale va con la moglie e il figlio.

Il signor Raffaele prosegue: «Entriamo attorno alle 11; faccio il triage, mi viene assegnato il codice azzurro: giusto, non è un caso grave il mio. Attendiamo con pazienza tra gente chè già si lamenta per la lunga attesa; nessuno ci avvisa che l'attesa sarà a dir poco esasperante».

Infatti, alle 13, la famiglia è ancora lì. «Mio figlio ha un "vizio": deve mangiare, e non può mangiare un panino». Così, alle 13,30, il turista accompagna a a casa la famiglia per sfamarla. Dopo un rapido pranzo tornano tutti al pronto soccorso. E, sorpresa, nel frattempo scoprono di avere perso il turno.

L'uomo deve dunque rifare il triage e aspettare ancora. Un intero pomeriggio: «Alle 23,30 - prosegue il racconto - ancora non mi hanno visitato. Chiedo a un infermiere, mi risponde che forse devo aspettare ancora due ore. A quel punto, siccome mio figlio ha due "vizi", fame e sonno, torniamo a casa».

Una storia sconcertante, quella del signor Raffaele, che, nella lettera all'Asl chiede: «Non si potrebbe fare qualcosa, tipo aumentare il personale durante l'estate e segnalare il tempo di attesa pressunto? Perchè non ho ricevuto un minimo di considerazione pur avendo un figlio disabile?»

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di Redazione Massa