Finanza
La maggiore criticità venerdì, boom di accessi e tensione alle stelle fra i familiari degli utenti
Pronto soccorso nel caos
Alessandra Vivoli
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Il Pronto soccorso di Carrara Barelle in corridoio, pazienti ammassati: è emergenza
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CARRARA. Ancora giornate di grande emergenza al Pronto soccorso cittadino. La maggiore criticità si è avuta nella giornata di venerdì quando gli accessi sono stati davvero parecchi. Barelle piene lungo il corridoio, pazienti ammassati nella camerette di osservazione. Uomini e donne insieme. La tensione fra i parenti è salita alle stelle e ci sono stati attimi di difficoltà che hanno fatto davvero temere il peggio. Per i medici e gli operatori un'altra giornata in trincea. La nuova emergenza al Pronto soccorso. Super lavoro per i medici del reparto: per potenziare il servizio hanno accettato, infatti, di fare sei ore di prestazioni straordinarie al giorno. Tre al mattino, dalle 10 alle 13. E tre il pomeriggio, dalle 17 alle 20. Ma i problemi restano. Manca - come più volte segnalato anche dai sindacati - l'operatore socio sanitario all'accoglienza. Gli spazi sono ristretti (l'azienda si è impeganata per un ampliamento, i lavori però dovrebbero partire a fine estate). E così non appena si intensificano gli accessi (cosa che avviene di frequente in estate) scatta l'emergenza. L'ultima, quella di venerdì scorso, è stata vissuta in prima persona da medici, infermieri e pazienti. E viene segnalata anche dalla federazione sindacale indipendente. Che parla di «un grave disagio giornaliero al Pronto soccorso». E segnala: «Pazienti ammassati nelle stanze: dove c'è posto per due ve ne sono almeno 4 o 5 - si legge nella nota della confederazione Usae e del sindacato Fsi - Nel corridio c'è una stesa di sei, sette barelle, uomini e donne mescolati, senza alcun tipo di privacy». E il sindacato indipendente segnala anche un altro problema. «Come personale infermieristico in turno viene utrilizzato quello delle cooperative - si legge nella nota Usae e Fsi - È una cosa vietata per legge, perchè non si può fare assistenza diretta senza una formazione specifica in merito». La Cisl: basta con lo scaricabarile. «Stiamo osservando, sconcertati, una diatriba francamente inconprensibile - si legge in una nota della Cisl - una bozza di Pal - piano attuativo locale - gira per il territorio; la Asl dice che si tratta di una bozza tecnica che non ha alcun valore. Ma in pratica prevede lo smantellamento dell'ospedale di Carrara. Da subito. Il sindaco di Massa, nonostante le richieste di Zubbani, non convoca la conferenza dei Sindaci: fa sapere che la bozza gli piace». «La Regione Toscana tace. Gli altri sindaci e la Provincia, tacciono - prosegue la nota- Com non ripartire dal rispetto delle regole del gioco? Come può la Regione permettere che questo gioco di scaricabarile continui? Siamo ormai davvero così periferici ed inaffidabili da metterci uno contro l'altro in una logica di dividit et impera?» «La questione della tempistica poi va ragionata con grande precisione: esiste l'accordo di Conferenza del 2003 dove si dice che l'Ospedale nuovo sarà ubicato a Massa e dove si spiega la tipologia della nuova organizzazione ospedaliera apuana di Costa - precisa il sindacato - Possiamo davvero pensare che l'ospedale di Cararra venga svuotato quando il nuovo ospedale ancora - dopo 10 anni - è lì da venire? Venerdì prossimo il direttore generale De Lauretis, alla presenza del presidente Rossi, dell'assessore Scaramuccia, del presidente della Conferenza dei Sindaci apuana, darà il via ai lavori del nuovo ospedale delle apuane, posando la prima pietra. Ci auguriamo davvero tutti, in un'ottica di razionale scelta sanitaria, di vedere la struttura dapprima crescere celermente e poi essere inaugurata: tre anni e mezzo possono non essere molti, se le cose andranno come devono andare. Diventare definitivi fruitori dell'offerta di salute di Lido di Camaiore sarebbe forse davvero anche peggio».
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