Sicurezza
Un sacerdote rivela La morte di Facio è un falso storico
Luca Borghini
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Il comandante Facio non sarebbe stato ucciso al termine di un processo sommario ma avrebbe subito un agguato la sera del 21 luglio del 1944, tradito da alcuni suoi compagni. La nuova, ennesima, ricostruzione sulla morte del comandante Dante Castellucci è raccontata in questi giorni dalla nipote Carla Servidio, figlia di una sorella di Facio, residente a Milano ma originaria della Calabria, e dall'ex-parroco di Adelano, don Agostino Orsi, oltre novant'anni. Le ultime ore di Facio potrebbero o destinate ad essere riscritte sulla base del certificato di morte redatto in quelle ore proprio da don Orsi ed oggi ritrovato grazie anche alla nipote del partigiano. Rispetto alla versione ufficiale in cui si dice che Facio fu ucciso la mattina del 22 luglio, condannato a morte da un tribunale partigiano, il certificato di morte retrodata l'uccisione di Facio alla sera del 21 luglio.
C'è poi una postilla scritta a margine del certificato in cui si ricostruisce per sintesi l'avvenimento: «capo partigiano, fucilato dai patrioti a tradimento il 21.7 sera, sepolto il 22.7». L'uccisione di Facio la sera del 21 luglio viene confermata da un testimone ancora in vita, molto legato al comandante partigiano e alla sua compagna Laura Seghettini, ancora viva. E' Settimio Rossi, nato e tutt'ora residente ad Adelano: «Ricordo benissimo Facio e Laura. I miei genitori avevano 10 figli, potrete capire così le tante difficoltà durante la guerra per sopravvivere qui in mezzo ai boschi. Loro due ci hanno aiutato tante volte, ci hanno dato i vestiti e da mangiare; se non fosse stato per loro adesso forse non sarei qui a raccontare quello che so».
Rossi conferma la data del certificato di morte: «Il giorno che l'hanno ucciso, il 21 luglio 1944, ricordo di averlo visto passare con un gruppo formato da una quindicina di partigiani. Poche ore dopo abbiamo sentito delle raffiche e un colpo di pistola. Quella sera tutti in paese sapevamo che era stato ucciso Facio».
La ricostruzione. La nuova ricostruzione smentirebbe la tesi del processo sommario e poi entra nel dettaglio di quello che sembra essere a tutti gli effetti un agguato. Ma smentirebbe anche il libro del professor Capogreco, intitolato «Il Piombo e l'Argento». Il piombo è quello con il quale Dante Castelluci fu ucciso, l'argento è il metallo della medaglia al valor militare concessa dopo la guerra, con una motivazione falsa, ovvero che il comandante partigiano fosse morto in combattimento contro i nazisti. Ieri ad Adelano di Zeri c'è stata la commemorazione di Dante Castellucci alla presenza delle autorità della provincia di Spezia e di Massa.
Il presidente Fiasella si sta battendo perchè a Castellucci venga tolta la medaglia con la falsa motivazione e venga assegnata una medaglia d'oro per l'eroico combattimento del Lago Santo sugli Appenini. Dove Facio resistette con otto partigiani all'assedio di un centinaio fra tedeschi e repubblicani. Fiasella ne ha già parlato con il presidente Napolitano, si spera che la pratica vada avanti. Ma anche, a questo punto, che si verifichi la nuova versione della morte di Dante Castelucci detto Facio.
C'è poi una postilla scritta a margine del certificato in cui si ricostruisce per sintesi l'avvenimento: «capo partigiano, fucilato dai patrioti a tradimento il 21.7 sera, sepolto il 22.7». L'uccisione di Facio la sera del 21 luglio viene confermata da un testimone ancora in vita, molto legato al comandante partigiano e alla sua compagna Laura Seghettini, ancora viva. E' Settimio Rossi, nato e tutt'ora residente ad Adelano: «Ricordo benissimo Facio e Laura. I miei genitori avevano 10 figli, potrete capire così le tante difficoltà durante la guerra per sopravvivere qui in mezzo ai boschi. Loro due ci hanno aiutato tante volte, ci hanno dato i vestiti e da mangiare; se non fosse stato per loro adesso forse non sarei qui a raccontare quello che so».
Rossi conferma la data del certificato di morte: «Il giorno che l'hanno ucciso, il 21 luglio 1944, ricordo di averlo visto passare con un gruppo formato da una quindicina di partigiani. Poche ore dopo abbiamo sentito delle raffiche e un colpo di pistola. Quella sera tutti in paese sapevamo che era stato ucciso Facio».
La ricostruzione. La nuova ricostruzione smentirebbe la tesi del processo sommario e poi entra nel dettaglio di quello che sembra essere a tutti gli effetti un agguato. Ma smentirebbe anche il libro del professor Capogreco, intitolato «Il Piombo e l'Argento». Il piombo è quello con il quale Dante Castelluci fu ucciso, l'argento è il metallo della medaglia al valor militare concessa dopo la guerra, con una motivazione falsa, ovvero che il comandante partigiano fosse morto in combattimento contro i nazisti. Ieri ad Adelano di Zeri c'è stata la commemorazione di Dante Castellucci alla presenza delle autorità della provincia di Spezia e di Massa.
Il presidente Fiasella si sta battendo perchè a Castellucci venga tolta la medaglia con la falsa motivazione e venga assegnata una medaglia d'oro per l'eroico combattimento del Lago Santo sugli Appenini. Dove Facio resistette con otto partigiani all'assedio di un centinaio fra tedeschi e repubblicani. Fiasella ne ha già parlato con il presidente Napolitano, si spera che la pratica vada avanti. Ma anche, a questo punto, che si verifichi la nuova versione della morte di Dante Castelucci detto Facio.
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