La manifestazione
EX FIDANZATA
Ma Seghettini smentisce questa versione
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ZERI.Quel processo sommario che non fu mai celebrato, quell'esecuzione nei boschi con Facio in fuga e quel tradimento reso ancora più terribile dal sospetto che tutto fu manovrato da una spia. Tutti elementi che la testimone più diretta di tutti, Laura Seghettini, compagna di Facio durante la seconda guerra mondiale, rigetta con forza. E' stata lei stessa ad ammettere che la medaglia d'oro assegnata nel 1963 porta una intitolazione errata e che Facio fu ucciso dai suoi compagni partigiani al termine di un sommario processo. Ma non vuole parlare di agguato. Ieri, durante le celebrazioni a Zeri, la partigiana ha ribadito la sua versione: «Non possiamo parlare di un vero e proprio processo perchè dovete immaginare il contesto in cui eravamo. Ci fu però qualcosa di simile il pomeriggio del 21 luglio. Nella stanza c'eravamo io, Facio e sette uomini armati.Il resto sapete come è andato». Dunque la Seghettini conferma la tesi del processo sommario del 21 luglio e della fucilazione il 22 ma non fa riferimenti ad Antonio Cabrelli. Sarebbe stato lui a volere la morte di Facio e a diffondere la voce del sommario processo per coprire il crimine. Personaggio ambiguo questo Antonio Cabrelli: aderì alla formazione Picelli guidata da Facio dopo essere stato in Tunisia e Francia con incarichi del Pci clandestino; ma su di lui pesavano già allora sospetti di rapporti col Regime e di essere una spia dell'Ovra, la polizia politica di Mussolini. L.Bo.
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