Lunigiana Acque, futuro appeso a un filo
Gianluca Uberti
Il consiglio comunale aullese rimanda tutto alla riunione dell'Ato
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AULLA. A seguito dell'esito del referendum, è costellato di interrogativi il futuro di Lunigiana Acque, la società per azioni che gestisce gli acquedotti dei Comuni di Aulla, Podenzana e Tresana: interrogativi venuti a galla nel consiglio comunale di giovedì sera e che sono stati rilanciati dal sindaco Roberto Simoncini. Il referendum ha messo in discussione l'esistenza della Lunigiana Acque spa? La società potrà essere ricapitalizzata oppure dovrà essere messa in liquidazione, con la contestuale nomina di un commissario? Potrà arrivare alla scadenza naturale del 2020? C'è Gaia pronta a subentrare e ad assorbire il personale impiegato alla Lunigiana Acque? Questi i principali interrogativi che dovrebbero essere dipanati dalla riunione dell'Ato delle acque, in programma mercoledì prossimo: al termine della riunione, alle 17,30, si incontreranno i capigruppo consiliari aullesi e valuteranno il da farsi in base a quanto emerso dalla riunione. Nel frattempo, a prescindere da quali saranno le risultanze della riunione Ato, il consiglio comunale aullese ha autorizzato il sindaco a intervenire all'assemblea dei soci della Lunigiana Acque spa di giovedì prossimo, il giorno successivo alla riunione Ato: è in quella sede, infatti, che si dovrebbe conoscere il futuro delle gestione delle risorse idriche aullesi e anche delle bollette. Bollette che potrebbero aumentare se si darà corso alla ricapitalizzazione della Lunigiana Acque spa. È Simoncini stesso a non nasconderlo, visto che maggiori investimenti potrebbero significare bollette più alte per recuperare quanto investito. Comunque sia, all'oggi, siamo nel campo delle ipotesi, mentre quello che vi è di certo è che «Lunigiana Acque ha accumulato nel 2010 - sottolinea il primo cittadino aullese - perdite per 840mila euro, non riuscendo a fare investimenti». Polo produttivo. Giovedì sera è stata anche messa la parola fine (?) alla querelle sulla convenzione urbanistica fra il Comune di Aulla e "Il Giglio srl", che prevede un insediamento produttivo da oltre 100 posti di lavoro, almeno negli auspici del primo cittadino aullese, nel quartiere della Ragnaia. La convenzione, votata dal precedente consiglio comunale, è stata nuovamente approvata, con il voto contrario dei quattro consiglieri di minoranza presenti, ed è toccato al segretario comunale Pietro Leoncini smentire, in parte, le opposizioni consiliari: «La convenzione votata durante l'ultima seduta - ha precisato Leoncini - non è stata cambiata dopo la sua approvazione. È accaduto soltanto che la convenzione, modificata dalla commissione urbanistica il 17 giugno, è stata inserita nella cartellina che ogni consigliere ha ricevuto per il consiglio comunale del 22 giugno, ma, per una svista, all'interno della cartellina è rimasta anche la vecchia convenzione».
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