Il Tirreno

La tragedia. E gli uomini della Squadra mobile tornano in Comune per acquisire altro materiale

Frana di Mirteto, si ampliano le indagini

<b>FRANA</b> <b>KILLER.</b> La collina di Mirteto dopo la tragedia In basso: il sostituto Federico Manotti
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FRANA KILLER. La collina di Mirteto dopo la tragedia In basso: il sostituto Federico Manotti

Verifiche e controlli sugli enti che si occupano di protezione civile e tutela del territorio

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 MASSA. Si ampliano le indagini sulla frana di Mirteto che il 31 ottobre è costata la vita ad Aldo Manfredi. Gli inquirenti e gli uomini della squadra mobile sono al lavoro per capire se altri enti, oltre al Comune, possano aver avuto responsabilità.  Lo scopo è quello di chiarire quali soggetti, a vario titolo, abbiano competenze sugli aspetti idrogeologici del territorio e sugli interventi di protezione civile. Non solo, gli inquirenti sarebbero impegnati per individuare chi dovesse svolgere il ruolo di controllore, anche sull'esecuzione dei lavori decisi dal comune dopo la prima frana del 2009. Per completare il quadro la scorsa settimana la Squadra mobile è tornata negli uffici comunali dell'urbanistica, a Palazzo civico, ed ha acquisito nuovi documenti, necessari per far quadrare ogni tassello.  L'inchiesta si amplia, mentre gli inquirenti tirano le fila: siamo alla fase finale. Una proroga di sei mesi è scattata lo scorso aprile e ad ottobre, ad un anno dalla tragedia, l'indagine potrebbe essere chiusa. Nella perizia depositata, i consulenti avrebbero rilevato errori tecnici e adesso la sfida sarebbe capire perché quegli errori siano stati commessi. E se altri enti, dalla Provincia alla Regione, possano aver sbagliato o mancato di fare i necessari controlli o non abbiano vigilato - qualora fosse di loro competenza - sull'intervento messo in atto dal Comune. Bocche cucite in Procura, anche se non risulta che siano scattate nuove iscrizioni nel registro degli indagati. Finora gli avvisi di garanzia sono arrivati a 10 persone: Iacopo De Nobili, 38 anni e Franco Ferrari, 50, entrambi di La Spezia, Iacopo Baroni, trentunenne di Camaiore e Stefano Romanini, 46 anni (quest'ultimo nel frattempo è stato vittima di un omicidio). Gli altri indagati sono: Giuseppe Rebecchi e Alessandro Migliorelli, Andrea Bontempi, Carlo Mariani, Fabio Mercadante e Riccardo Barbieri. Le accuse ipotizzate dai Federico Manotti e Rossella Soffio, i due pm titolari dell'inchiesta, sono omicidio e disastro colposo. C.S.

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