Proteste
Assindustria, Cna e Confartigianato attaccano la «politica»
«Effetti devastanti sulle imprese con il concordato per Cermec»
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MASSA. Il concordato preventivo di Cermec avrà «un effetto domino devastante sulla economia della nostra provincia». Lo sostengono Associazione industriali, Confartigianato e Cna in una nota unitaria in cui contestano la scelta dei soci (pubblici) dell'azienda dei rifiuti di portare i libri contabili in tribunale. Per le associazioni delle imprese si tratta di «un colpo di spugna sui debiti contratti che mina gli equilibri finanziari delle aziende creditrici con il rischio di un taglio di più di un centinaio di posti di lavoro. Se non è una nuova Eaton, poco ci manca». Ed è «disarmante», insistono Assindustria & C., assistere «al teatro del rimbalzo di critiche per questa incresciosa pagina dai vari esponenti del sistema politico locale: nessuno di loro, infatti, può chiamarsi fuori dalle responsabilità per almeno dieci anni di pessima gestione di un servizio pubblico». La richiesta del concordato preventivo, secondo le associazioni «dilapida un'altra fetta di quel poco di fiducia che rimaneva nei confronti delle istituzioni pubbliche: prima di questo inedito concordato preventivo, le aziende fornitrici del settore pubblico sapevano di dover sopportare tempi lunghi di pagamento e fronteggiare una burocrazia farraginosa. Ma, in ogni caso, potevano contare su di un pagamento certo, basato sul potere funzionale proprio delle istituzioni. E', comunque la si voglia ricostruire, una brutta pagina per il settore pubblico locale che si aggiunge a quella, non meno inquietante, dei buchi emersi nell'Asl». E ancora: «Lo strabismo cinico di un apparato dello Stato che per i propri crediti invia ingiunzioni, applica penali e interessi di mora, escute fideiussioni e mette le ganasce, e che quando deve far fronte alle proprie obbligazioni impone unilateralmente sconti e tagli è un potente inibitore per i progetti di tanti imprenditori. La formula "settore pubblico uguale fiducia e solvibilità", che è stato uno dei pilastri della nostra vita comunitaria, così non vale più e questo avrà conseguenze negative dirette e indirette perché nei costi delle forniture pubbliche dovrà essere contemplato il rischio default». Un attacco in grande stile, insomma, alla classe politica e amministratrice che si conclude così: «Altrettanto deprimente è il pressapochismo di tanti protagonisti della vita politica locale che, invece di fare pubblica ammenda, ancora non sono riusciti a mettersi d'accordo su un piano industriale credibile per provare a risollevare Cermec-ErreErre dalle sacche nelle quali l'hanno relegato».
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