Il Tirreno

La villa sequestrata a un boss a Licciana
diventa caserma della Finanza

Arci, tre giorni di laboratori antimafia

Andrea Bonatti

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 CARRARA. Vivere tre giorni tutti assieme, per approfondire vari temi di legalità: lavoro minorile, doping e soprattutto cos'è la mafia e come la si combatte.  È l'occasione che si presenta a 30 ragazzi toscani delle scuole medie, che dal 28 al 30 luglio vivranno nella scuola elementare di Mulazzo.  Incontreranno politici, sindacalisti, atleti, medici, rappresentanti delle forze dell'ordine e di varie associazioni (come la Fondazione Borsellino e la Fondazione Caponnetto).  Al termine avranno prodotto un elaborato che sarà donato ad una caserma della Guardia di Finanza, che sorgerà proprio nella ex villa di un boss a Licciana Nardi. I "Laboratori della legalità e antimafia sociale" sono organizzati da Arci Solidarietà di Carrara e Cesvot.  «Da un anno ci occupiamo di legalità nelle scuole - dice Arianna Sellari, responsabile legalità dell'Arci - perché pensiamo sia importante formare una cultura dell'antimafia nei ragazzi».  Il primo giorno alcuni ragazzi racconteranno di Corleone, che hanno visitato in un viaggio precedente. «La Toscana non è storicamente terra di mafia - illustra Sellari - ma è una terra in cui la mafia esiste».  Lo dimostra la villa - con tanto di bunker in cui nascondersi - di Licciana Nardi che visiteranno il 30. Appartenuta per anni ad un boss della 'ndrangheta, è stata sequestrata dopo il suo arresto e oggi l'immobile è stato affidato alla Gdf, che vi sta costruendo una nuova caserma. «Ci piacerebbe lasciare proprio in quel luogo un segno di queste giornate - conclude Sellari - sarebbe un bellissimo segno per il futuro».

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