Il Tirreno

Resistenza. Un certificato di morte retrodata l’ora ufficiale della fucilazione

Facio, altro colpo di scena

Luca Borghini
Il comandante Facio
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Il comandante Facio

E' in possesso della nipote del comandante partigiano

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 PONTREMOLI. Un nuovo colpo di scena potrebbe cambiare ancora una volta la ricostruzione dell'uccisione di Dante Castellucci, i comandante partigiano "Facio". Per la storia fu ucciso il 22 luglio 1944 nei pressi del cimitero di Adelano, ma esiste un documento che potrebbe retrodatare la morte alla sera del 21 luglio mettendo così in discussione anche la ricostruzione fornita dal libro "Il Piombo e l'argento".  A distanza di 67 anni si riapre una ferita per la resistenza apuana, quella morte così difficile da accettare di un comandante partigiano, amico dei fratelli Cervi. Il comandante Facio fu ucciso dai suoi "compagni", ma nel dopo guerra era difficile far emergere verità scomode e così passa la versione che ad uccidere Dante Castellucci sia stato il nemico nazi-fascista. La versione è ben costruita e regge negli anni. Tant'è che nel 1963 il comandante Facio viene insignito di medaglia d'argento al valor militare perché «Scoperto dal nemico, si difendeva strenuamente». Passano gli anni, cambiano le condizioni politiche, inizia ad emergere un'altra verità: il comandante Facio è stato fucilato dai suoi compagni dopo aver subito un sommario processo. Nel 2007 il libro dello storico Capogreco ricostruisce poi che il processo non sarebbe stato per il presunto furto di materiale quanto per logiche di potere all'interno del Cln. Ad architettare il tutto sarebbe stato Antonio Cabrelli, sospettato di essere una spia dell'Ovra, la potente polizia politica di Mussolini. Ma proprio questo intervento esterno di una spia a condizionare l'uccisione di un comandante partigiano come Dante Castellucci, protagonista del Lago Santo, sarebbe la vergogna che avrebbe fatto calare il silenzio sulla vicenda.  Adesso nuovo colpo di scena. Un elemento che farebbe cambiare nuovamente la ricostruzione, complicando la posizione dei compagni di Facio. Ieri a Pontremoli è arrivata una delegazione di Sant'Agata d'Esaro, comune nativo di Facio, formata dal sindaco, dalla sorella e dalla nipote Carla Servidio. Proprio quest'ultima è in possesso di un documento che potrebbe stravolgere anche la versione del processo sommario. Ci sarebbe infatti un certificato di morte compilato la sera del 21 luglio dal parroco di Zeri, per cui il partigiano sarebbe stato ucciso non all'alba del 22 luglio ma 12 ore prima, ovvero sarebbe stato ucciso senza neanche essere processato. A confermare questa versione non ci sarebbe soltanto il certificato di morte; due testimoni infatti ricorderebbero ancora oggi le drammatiche ore dell'uccisione del Facio. Questa mattina la delegazione incontrerà la partigiana e compagna di Facio, Laura Seghettini e i due testimoni. E potrebbe essere riscritta una terza versione della morte del comandante Facio, la più terribile: ucciso senza neppure un processo sommario.

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