Il Tirreno

ErreErre, sentenza di fallimento

Claudio Figaia
L’impianto ErreErre ancora sotto sequestro e sotto il giudice Giovanni Sgambati
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L’impianto ErreErre ancora sotto sequestro e sotto il giudice Giovanni Sgambati

Affondata dai debiti la società che doveva produrre combustibile da rifiuti

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 MASSA. ErreErre è insolvente, l'istanza presentata dalle ditte creditrici è ammissibile. Su queste basi, il giudice delegato del tribunale Giovanni Sgambati avrebbe sciolto ieri le sue riserve. E pronunciato la sentenza dichiarativa di fallimento della società.  La notizia non è ufficiale, tanto che ieri sera l'avvocato Sergio Menchini, che rappresenta gli interessi di ErreErre non aveva ancora ricevuto alcuna notifica. Ma la sentenza "di condanna" già circolava dal pomeriggio negli ambienti della politica e degli addetti ai lavori.  Il giudice, prima di esprimersi, ha voluto esaminare con attenzione la memoria presentata dall'avvocato Menchini per conto degli azionisti di ErreErre. Il legale contestava la "validità" del credito delle ditte che hanno presentato istanza di fallimento, sostenendo che debitrice verso di esse sarebbe Delca e non ErreErre. La convenzione che ha costituito ErreErre prevedeva, infatti, che il partner privato, la Delca del gruppo Del Carlo, realizzasse "chiavi in mano" tutta la parte tecnologica dell'impianto. Invece, Delca avrebbe affidato parte di questo lavoro ad altre ditte, che dovevano, dunque essere pagate da Delca, che a sua volta aveva "girato" il debito a ErreErre.  Nessun dubbio, invece, sullo stato di insolvenza, cioè sullo stato di squilibrio patrimoniale che non consente di fare fronte a qualsiasi debito e obbligazione.  Su queste basi, dunque, il giuduce avrebbe emesso la dichiarazione di fallimento che segna la fine - peraltro annunciata e attesa - di questa azienda pubblico-privata che doveva trasformare i rifiuti in combustibile, ma che non ha mai neanche cominciato a funzionare. Ma che, in compenso, ha accumulato debiti per circa 20 milioni di euro e fatto partire un'indagine della procura della Repubblica per truffa all'Unione europea.  Tutte da valutare le ripercussioni politico-economiche di questo esito. Di sicuro, il fallimento di ErreErre mette nei guai svariate imprese locali che hanno lavorato alla costruzione dell'impianto e non sono state pagate.

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