Il dolore
Compravano online gioielli e orologi con assegni scoperti, arrestati
2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Avevano trovato il sistema per comprare oggetti preziosi con assegni “cabrio” o falsificati: i gioielli o gli orologi preferibilmente d’oro li sceglievano su internet, poi contattatavano il venditore e regolarmente prendevano appuntamento per il venerdì pomeriggio, quando le banche sono chiuse ed è difficile verificare la solvibilità. Ma questa volta, tre giovani della provincia di Teramo specializzati in truffe hanno trovato un osso duro, un carrarese che dopo esserci cascato una volta, si è ribellato e d’intesa con la Polizia ha costruito una trappola in cui i truffatori sono caduti.
Tutto nasce quando un carrarese pubblicizza, sul sito “subito.it”, un orologio Zenith, modello Movado, con cinturino e quadrante in oro giallo, del valore di 10mila euro. Pochi giorni e gli arriva una telefonata: una tale “Francesca” si dice interessata all’acquisto e che porterà in pagamento due assegni circolari per arrivare ai 10.000 euro. Come accennato, l’acquirente chiede di incontrarsi alla stazione di venerdì pomeriggio; scelta strategica.
Lei si presenta: una giovane donna di bell’aspetto e dalle maniere signorili, riesce a convincere il venditore della propria affidabilità e, soprattutto, della solvibilità degli assegni circolari, intestati, entrambi emessi dalla Banca Marche, Agenzia di Termoli ed entrambi dell’importo di 5.000 euro. Il lunedì mattina però, all’istituto bancario di fiducia, scopre che gli assegni circolari erano contraffatti. Si rivolge al commissariato di polizia di Carrara per sporgere denuncia, e così viene architettata la trappola. Si cerca di stabilire un nuovo contatto con l’autrice della truffa: il cittadino carrarese, questa volta usando il nome femminile di fantasia Natalie, inserisce su “subito.it”, questa volta nel settore riservato alle compravendite in zona La Spezia, un altro annuncio, in questo caso per la vendita di alcuni monili in oro, ed in specie un bracciale ed un collier in oro; prezzo fissato, 5.500 euro. Tempo tre giorni, la stessa “Francesca” contatta il numero telefonico indicato nell’annuncio. Nuova trattativa, e nuovo appuntamento: altro venerdì pomeriggio. Questa volta, però, ad attendere la bella truffatrice c’erano agenti in abiti civili a bordo di auto “civetta” della polizia anticrimine del Commissariato di Carrara, coordinato dal dirigente dottor Giuseppe Mariani.
Poco dopo, un’altra pattuglia ha notato una Fiat Punto grigia metallizzata proveniente dalla provincia di Pescara. Fermata l’auto in via Turati dopo un breve inseguimento, sono state identificate due persone, poi risultate complici di “Francesca”.
Tutto nasce quando un carrarese pubblicizza, sul sito “subito.it”, un orologio Zenith, modello Movado, con cinturino e quadrante in oro giallo, del valore di 10mila euro. Pochi giorni e gli arriva una telefonata: una tale “Francesca” si dice interessata all’acquisto e che porterà in pagamento due assegni circolari per arrivare ai 10.000 euro. Come accennato, l’acquirente chiede di incontrarsi alla stazione di venerdì pomeriggio; scelta strategica.
Lei si presenta: una giovane donna di bell’aspetto e dalle maniere signorili, riesce a convincere il venditore della propria affidabilità e, soprattutto, della solvibilità degli assegni circolari, intestati, entrambi emessi dalla Banca Marche, Agenzia di Termoli ed entrambi dell’importo di 5.000 euro. Il lunedì mattina però, all’istituto bancario di fiducia, scopre che gli assegni circolari erano contraffatti. Si rivolge al commissariato di polizia di Carrara per sporgere denuncia, e così viene architettata la trappola. Si cerca di stabilire un nuovo contatto con l’autrice della truffa: il cittadino carrarese, questa volta usando il nome femminile di fantasia Natalie, inserisce su “subito.it”, questa volta nel settore riservato alle compravendite in zona La Spezia, un altro annuncio, in questo caso per la vendita di alcuni monili in oro, ed in specie un bracciale ed un collier in oro; prezzo fissato, 5.500 euro. Tempo tre giorni, la stessa “Francesca” contatta il numero telefonico indicato nell’annuncio. Nuova trattativa, e nuovo appuntamento: altro venerdì pomeriggio. Questa volta, però, ad attendere la bella truffatrice c’erano agenti in abiti civili a bordo di auto “civetta” della polizia anticrimine del Commissariato di Carrara, coordinato dal dirigente dottor Giuseppe Mariani.
Poco dopo, un’altra pattuglia ha notato una Fiat Punto grigia metallizzata proveniente dalla provincia di Pescara. Fermata l’auto in via Turati dopo un breve inseguimento, sono state identificate due persone, poi risultate complici di “Francesca”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
