Il dolore
Il direttore regionale Cri: ma prima dobbiamo trovare sistemazione agli 80 già qui
Altri giovani profughi in arrivo al centro della Croce Rossa
Rossana Lazzini
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COLONNELLO. Romeo Jasinski responsabile del centro 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Sono arrivati ieri mattina stanchissimi e molto provati, gli ottanta profughi minori che resteranno alla alla base della Croce Rossa di Marina di Massa, in attesa di una sistemazione all'interno di strutture protette. «Come amministrazione - ha commentato il sindaco Pucci - ci sembrava giusto dare la nostra disponibilità». Ottanta giovani profughi,con un età compresa tra i 14 e i 17 anni, arrivati in Italia senza genitori e senza essere accompagnati, tutti provenienti dalla Libia. «Non bisogna dimenticare - ha sottolineato Pucci - che sono ragazzi segnati dalla guerra, per questo mi aspetto dai massesi il massimo rispetto». La base della Croce Rossa di Marina è l'unica in Italia, oltre a Lampedusa, a poter ospitare minori non accompagnati e quindi Massa non si è tirata indietro e, quando è stata contattata dal Ministero, ha dato la sua disponibilità. La macchina dei soccorsi si è subito resa operativa. A gestire l'emergenza è la Croce Rossa. Volontari, dipendenti e collaboratori da ieri sera alla sette sono al lavoro al centro di Partaccia di cui è responsabile il colonnello Romeo Jasinski. A spiegare il tipo di progetto studiato per questi ragazzi, ieri ci ha pensato il direttore regionale della Croce Rossa Pasquale Marano. «Con il territorio abbiamo sottoscritto un progetto che ci permette di tenere aperta questa struttura fino al 31 dicembre del 2011. Fino a quella data sarà possibile portare a Marina di Massa ragazzi provenienti dalle zone calde della guerra, naturalmente prima bisognerà trovare una sistemazione per questi ottanta profughi». Sono pochissime le notizie sugli ospiti del centro Codam. «I ragazzi, di diverse etnie - ha proseguito Pasquale- arrivano però tutti dalla Libia, sono già stati identificati e visitati. In attesa di disposizioni del Ministero che, speriamo arrivino nelle prossime 48 ore, i ragazzi resteranno all'interno del centro. Per loro è previsto un programma di studio, di conoscenza degli usi e costumi italiani».
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