Il Tirreno

Stop al distretto nell'ospedale

<b>SANIT&Agrave;. </b>Il distretto sociosanitario di via Bassa Tambura
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SANITÀ. Il distretto sociosanitario di via Bassa Tambura

Spazi occupati da Chirurgia, si cerca un'altra sede

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 MASSA. Non solo il distretto di Villette tra i problemi della "geografia" della sanità sul territorio cittadino. Politica locale e addetti ai lavori devono fare i conti anche con la questione del distretto socio-sanitario di via Bassa Tambura, tra i più frequentati di Massa, ma anche quello in condizioni peggiori (basti pensare che il centro prelievi è alloggiato in un seminterrato privo di adeguata areazione).  Le previsioni dell'amministrazione Pucci erano quelle di trasferire il distretto nel "vecchio" ospedale, in spazi già individuati. Il problema, però, è che con l'accorpamento della Chirurgia vascolare (che verrà trasferita da Carrara) e della Chirurgia generale, previsto nel nuovo Pal, quegli spazi non saranno più disponibili.  «Sì, è così: gli spazi di 8-10mila metri quadrati dell'ospedale in cui si intendeva trasferire le attività socio-sanitarie di via Bassa Tambura scompaiono. Bisogna, dunque, trovare una sede alternativa, e farlo al più presto, perchè la sanità territoriale deve essere potenziata, anche in vista dell'apertura del nuovo ospedale "unico" in viale Mattei», dice Cesare Lorieri, capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà in consiglio comunale.  Le ipotesi su cui si sta lavorando sono diverse. Si parla del possibile utilizzo della ex scuola di Canevara e del complesso della Fondazione Pelù in via Marina Vecchia, in parte inutilizzato.  Quel che è certo, rimarca Lorieri, «è che la città non può essere privata di servizi sanitari e sociali importanti. E il discorso non vale soltanto per il distretto di via Tambura ma più in generale per tutti i servizi definiti territoriali. Questo tipo di attività, anzi, deve essere razionalizzata e potenziata. Perchè è la concezione di sanità sottesa al Nuovo ospedale delle Apuane a imporlo: l'ospedale sarà un centro per "acuti"; tutta una serie di prestazioni e cure che oggi si svolgono nel "monoblocco" saranno assegnate ai servizi territoriali. Per questo bisogna attrezzarci».  Una questione anche di tempi. Perchè se è vero che l'apertura dell'ospedale unico libererà grandi spazi nel "vecchio" nosocomio, è necessario che gli spazi per le attività territoriali vengano individuati prima di quella data. Altrimenti, si creerà un "buco" in cui non ci saranno servizi disponibili.  «Stiamo lavorando proprio in questa direzione, che passa attraverso il salvataggio del distretto di Villette e il mantenimento dei servizi sul territorio», dice ancora Lorieri.

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