Il Tirreno

Pucci: mai dato il via libera a ErreErre

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RIFIUTI. Camion all’ingresso dell’impianto Cermec

«Il Pd distorce gli atti, la decisione fu presa a prescindere dal sindaco»

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 MASSA. «Una volta tanto dice una cosa ragionevole anche Cesare Ugolotti: "Gli atti sono pubblici, basta leggerli"». Inizia così la replica del sindaco Roberto Pucci al segretario comunale del Pd sulla querelle della "responsabilità" di chi diede il via libera, nel 2003, al progetto ErreErre, con la scelta degli allora dirigenti di Cermec (presidente era Roberto Vaira) di Delca come partner privato, senza ricorso ad alcuna gara ad evidenza pubblica.  Il Pd ha esibito una lettera che Vaira inviò all'anche allora sindaco Pucci e un verbale del consiglio di amministrazione, sostendo che quegli atti "provano" il sostegno di Pucci a quell'operazione.  Il sindaco, adesso, replica e smentisce. «Ha ragione Ugolotti: gli atti basta saperli leggere, senza pretendere di distorcerne o cambiarne il senso». Cosa che, invece, il segretario Pd avrebbe fatto  «Intanto - ripercorre Pucci - la lettera del 14 marzo 2003, non risulta mai arrivata ufficialmente al sindaco di Massa, e non esiste, pertanto, un qualsiasi atto ufficiale conseguente». Poi, «il verbale del consiglio di amministrazione del Cermec del 20 maggio 2003, quando mancano cioè solo 5 giorni alle elezioni, è, per chi appunto sa leggere, il resoconto di una decisione presa a prescindere dal sindaco di Massa, il cui mandato è ormai scaduto, e, per ammissione dello stesso consiglio di amministrazione, preceduta forse da non meglio precisati "colloqui intercorsi coi sindaci di Massa e Carrara", non si sa bene su che cosa e da quali punti di vista».  Aggiunge ancora Pucci: «Data l'importanza strategica della decisione, non era forse il caso di convocare un'assemblea dei soci, piuttosto che limitarsi a ipotetiche lettere riservate e ad altrettanto ipotetici colloqui informali? Considerata, dunque, la disinvoltura con cui ha agito in quella circostanza il consiglio di amministrazione del Cermec, forse finalmente si comincia anche a capire come abbia fatto poi, negli anni a venire, a costruire, sottobanco e all'insaputa degli enti proprietari, una società a perdere come ErreErre, e poi un impianto di trattamento che non è in grado di funzionare, e alla fine il disastro finanziario che tutti sappiamo. Ma abbiamo cominciato a capire solo da quando sono cambiati il Cda e il presidente. E ora a quel disastro ci troviamo nostro malgrado a dover rimediare».

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