Il Tirreno

Ottanta giovani profughi a Marina

<strong>SBARCO.</strong> Un’immagine di Lampedusa e il centro Cri
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SBARCO. Un’immagine di Lampedusa e il centro Cri

I ragazzi, tutti minorenni, ospiti al centro della Croce Rossa

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MASSA. Hanno tra i 14 e i 16 anni: sono ragazzini, senza mamma e papà, hanno attraversato il mare, a bordo di vecchie barche e, adesso, trovano accoglienza a Partaccia, nella grande struttura gestita dalla Croce Rossa. Ottanta profughi, tutti minorenni e non accompagnati: qualcuno è arrivato la notte scorsa, qualcun altro arriverà nella prima mattinata. Tutto pronto per l'accoglienza. La grande macchina dei soccorsi è già pienamente operativa. A gestire l'emergenza è la Croce Rossa. Volontari, dipendenti e collaboratori da ieri sera alla sette sono al lavoro al centro di Partaccia di cui è responsabile il colonnello Romeo Jasinski. Con lo scopo di garantire la migliore accoglienza agli ottanta ragazzi.  A fianco della Cri ci sono il Comune e la Prefettura. Senza dimenticare che i profughi, considerata l'età, sono sotto la responsabilità del Tribunale dei minori.   Empasse superato. L'eventualità che il centro di Partaccia potesse ospitare profughi è emersa nei mesi scorsi, quando però la Croce Rossa spiegò che la struttura era «indisponibile». Adesso, invece, è stata proprio la direzione nazionale dell'associazione a mettere a disposizione la struttura, garantendo tutti i mezzi necessari.  La Croce Rossa, infatti, da oggi, si farà carico non solo della sorveglianza, ma anche del mantenimento degli 80 ragazzini, contando, chiaramente, sulla piena disponibilità e collaborazione del territorio.   Ancora poche le informazioni. Sono pochissime le notizie sugli ospiti del centro Codam. Quello che si sa è che i ragazzi sono sbarcati nelle settimane scorse a Lampedusa, e poi sul traghetto Moby Fantasy, assieme ad altri 826 immigrati africani ed asiatici, sono stati portati alla base navale di Mar Grande a Taranto..  La stessa Croce Rossa ad ora ha pochissime notizie sulla nazionalità dei profughi. Il paese di provenienza, in molti casi, dovrà essere accertato sul campo. Nessuna informazione sul periodo di permenenza dei giovanissimi ospiti: l'associazione non sa per quanto tempo se ne farà carico. Tutta l'attenzione, adesso, è focalizzata sull'accoglienza e non è cosa da poco, considerate anche le difficoltà di comunicazione.  Saranno, infatti, necessari alcuni interpreti per poter provvedere alle esigenze - almeno alle più urgenti - dei ragazzi. Per oggi pomeriggio è prevista una conferenza stampa a cui parteciperanno il Comune, la Prefettura e i vertici della Croce rossa.  Sarà l'occasione per avere qualche dettaglio in più sui giovani profughi.

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