Il Tirreno

Canevara assediata dai cinghiali

Canevara assediata dai cinghiali

Gli abitanti chiedono nuovi abbattimenti. Danni ai campi e forconi a portata di mano per difendersi. «Arrivano quasi in casa, non possiamo neanche cenare in terrazza»

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MASSA. Aiuto, siamo assediati dai cinghiali. Arriva da Canevara l'ultimo (in ordine di tempo) allarme per l'invasione di ungulati che sempre più di frequente si spingono fino alle porte degli abitati delle colline massesi. Pier Ricciardi che abita a "Strinata", località vicino a Canevara ci fornisce un resoconto abbastanza allarmante: «Arrivano quando fa sera, attorno alle 21. Ogni sera, quasi da almeno 15 giorni. Se le luci del vicino campo di calcio sono accese, si tengono lontani, ma se sono spente, allora arrivano fin quasi in casa».

Gli animali, racconta ancora, «hanno distrutto la rete di ferro che avevo messo a protezione del terreno attorno casa, hanno fatto danni all'orto... Non possiamo più cenare in terrazzo, con quelle bestie che ti girano attorno. A volte arrivano in gruppi di due-tre esemplari, altre volte sono anche una mezza dozzina. E i maschi sono davvero grossi e minacciosi...».
Sono sei le famiglie che vivono a Strinata, tutte - più o meno - alle prese con gli stessi problemi descritti dal signor Ricciardi.

Una vera invasione, insomma, da cui la gente - spiega ancora Pier Ricciardi - si difende come può. «Io tengo sempre un forcone a portata di mano, per tenerli lontani». I cinghiali scendono dalla gola del Bottaccio, da Antona fino a Canevara e, secondo gli abitanti, sono sempre più spavaldi e invadenti. Per questo chiedono una nuova battuta straordinaria di caccia per allontanare questa scomoda convivenza.
In Provincia è aperto un corposo "dossier cinghiali". Il settore Agricoltura raccoglie quasi quotidianamente segnalazioni dagli uomini della Polizia provinciale che, a loro volta, effettuano sopralluoghi nelle zone da cui arrivano gli allarmi. Spetta, infatti, alla Provincia avviare tuti i procedimenti per i risarcimenti dei danni provocati dagli ungulati alle coltivazioni. Anche se, spesso, i danneggiamenti peggiori riguardano terrazzamenti e opere dell'uomo e non campi coltivati. «Abbiamo già autorizzato battute di "scacciata" (in sostanza: battute con cani per spaventare e allontanare gli animali) e di abbattimento straordinario dei cinghiali.

L'ultima proprio ieri mattina a Montignoso», spiega la dottoressa Maria Luisa Corsini, responsabile del settore Agricoltura di palazzo Ducale. Le battute - che ogni volta portano all'uccisione di 2-3 o anche 5-6 capi (ma, a volte, vanno a vuoto) - hanno migliorato la situazione nella zona di Antona. Ma la guerra non pare finita.
C.F.

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