Sicurezza
Volontariato, posti di lavoro in pericolo
Gabriele Dini
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Unambulanza impegnata in unoperazione di soccorso Rischio licenziamenti nelle pubbliche assistenze per l'effetto Bolkestein
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MASSA. Decine di posti di lavoro a rischio in tutta la provincia di Massa-Carrara. E possibili disagi per migliaia di persone - soprattutto anziani e malati oncologici - che hanno bisogno di assistenza a domicilio. Una direttiva in stile Bolkestein (assieme ai tagli dell'Asl) turba i sonni dei responsabili delle associazioni di volontariato come Misericordia, Pubblica assistenza e Croce Rossa. Se la Regione deciderà di seguire le indicazioni della Corte Europea le associazioni potrebbero dover rinunciare a fornire molti servizi. Che sarebbero affidati, come è già accaduto a Prato, a ditte private tramite gara. I tagli imposti dall'Asl (vedi altro articolo nella pagina) creano molta preoccupazione nel mondo del volontariato apuano. Ma a mettere a rischio l'attività di associazioni come Croce Verde, Misericordia, Croce Rossa e Croce Bianca potrebbe essere una decisione dell'Unione europea, ribadita da una sentenza della Corte europea: i servizi devono essere affidati tramite gare pubbliche. Nei giorni scorsi si è avuto un assaggio del tenore della battaglia. Volontari arrivati da tutta la Toscana si sono ritrovati a Prato per protestare. La locale Asl ha infatti deciso di affidare il servizio di consegna farmaci, tramite gara, a una cooperativa privata sottraendolo alle associazioni di volontariato: un precedente che crea molte preoccupazioni in un settore delicato ed importante. E'stata l'Unione Europea a riconoscere che anche i servizi tradizionalmente affidati alle associazioni di volontariato costituiscono attività di impresa, e che il loro affidamento all' esterno della pubblica amministrazione deve avvenire a mezzo gare. La preoccupazione è grande anche a Massa-Carrara, dove si concentra un altissimo numero di lavoratori dipendenti del settore. Secondo l'ultimo censimento i lavoratori del non-profit in provincia sarebbero più di 2000. E i volontari (cifra che comprende anche coloro che non svolgono attività lavorativa dipendente) arriverebbero a 14mila. I dipendenti delle associazioni di volontariato sarebbero più di 200. Cifre difficili da analizzare nel dettaglio ma che rendono l'idea delle conseguenze che potrebe avere la "rivoluzione" nell'assegnazione dei servizi: le associazioni fondano infatti i loro introiti sul numero di servizi socio-sanitari svolti per conto di Asl e Regione. «Con i tagli e con la riduzione dei servizi - protesta il commissario provinciale della Croce Rossa Giorgio Ricci - si rischia di non poter più concedere più i servizi minimi essenziali ai cittadini. Anche le persone in difficoltà saranno costrette a pagare di tasca propria». La Croce Rossa ha 11 dipendenti diretti. «Ma se si continua così, sarà difficile garantire i loro posti». Di resistenza parla anche Fabrizio Giromella, presidente della Pubblica Assistenza di Carrara (associazione che dà lavoro a 50 persone). «In questo momento non abbiamo posti a rischio - precisa - ma sul futuro c'è molta incertezza. Attendiamo notizie dalla Regione».
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