Il Tirreno

«Sul marmo adesso basta con gli scontri»

Alessandra Vivoli
«Sul marmo adesso basta con gli scontri»

Il presidente di Assindustria: per rilanciare il territorio usciamo dalla logica del piagnisteo

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 CARRARA. Riprendere la trattativa sul marmo: «per arrivare a un risultato, non allo scontro». Traghettare il territorio «fuori dalla cultura del piagnisteo». E arrivare, come associazione, «a contare di più ed essere più incisivi a livello regionale. Questi i primi obiettivi nell'agenda del presidente di Assindustria, l'ingegnere e plan manager del Pignone, Giuseppe Baccioli.  «Sul marmo basta tensioni, vogliamo arrivare a un risultato». Non si sbilancia troppo, il presidente Baccioli, su quella che, ad oggi, è la trattativa più delicata e complessa sull'agenda di Assindustria. Ossia la questione delle tariffe del lapideo che, in passato hanno portato alla rottura del tavolo del marmo. Quello che avrebbe dovuto mettere insieme, e daccordo, imprenditori, associazioni di categoria e Comune.  «Bisogna cominciare col dire, giusto per fare chiarezza - dichiara Baccioli - che gran parte delle difficoltà incontrate sono dovute al fatto che, rispetto al passato, con le nuove tariffe ci si è trovati di fronte a una vera e propria rivoluzione: credo che questo sia un dato da tenere presente per capire anche tanta tensione e tanti contrasti».  Il nuovo presidente della Confindustria apuana sembra intenzionato a girare pagina. «Cercheremo di approfittare di questo periodo estivo, e della pausa di agosto - annuncia - per superare una situazione di toni surriscaldati. E cercare di trovare un ragionamento sereno con le istituzioni. L'obiettivo, infatti, è arrivare a un risultato concordato, non allo scontro».  «La situazione è difficile - ammette Baccioli - Ma il nostro dovere è quello di rappresentare il mondo dell'industria, quello del sindaco di rappresentare la città: da una parte e dall'altra gli interessi sono importanti, lo scontro non fa bene a nessuno».   «La scommessa per il futuro: moda, elettronica e turismo». Il presidente Baccioli ha una scansione temporale precisa del suo impegno alla guida di Assindustria.  «Nel breve periodo bisogna dare una risposta al mondo del marmo, sulla vicenda delle tariffe, al tempo stesso, incentivare le attività industriali sul territorio - spiega - A lungo termine abbiamo intenzione di guardare anche al tessuto imprenditoriale nuovo che si sta formando sul territorio: dalla moda all'elettronica, passando per il turismo. Su quest'ultimo settore credo che il nostro territorio abbia potenzialità importanti che non sono ancora stata sviluppate appieno ma che possono costituire una risorsa per il futuro».  «Il marmo - continua Baccioli - rimane centrale perché è una ricchezza che il territorio ha, e che ci identifica anche dal punto di vista culturale. Non solo come opportunità di lavoro, quindi, ma anche come valore aggiunto per la nostra immagine. Quest'estate ci sono stati eventi importanti, segundo proprio questa logica: da Marble week, per cui voglio esprimere pubblicamente un plauso al direttore della Imm Paris Mazzanti che, insieme al presidente Bianchini, ha dato un grosso contributo all'iniziativa, fino alla serata in cava da Alvise Lazzareschi. Queste sono le inziative di spessore quelle da spingere: dobbiamo andare in questa direzione».   «Usciamo dalla logica del piagnisteo». «A livello generale si sta vivendo una situazione di grande difficoltà, a tutti i livelli - afferma l'ingegner Baccioli - Quello che non deve passare, però, è la cultura del piagnisteo: piangersi addosso non serve a nulla, bisogna reagire e non rimanere chiusi nel nostro territorio, ma pensare piuttosto a portare il nostro tessuto imprenditoriale, con problemi e potenzialità, a livello regionale».  E per il presidente di Confindustria è necessario anche superare la logica del campanilismo, che non aiuta le imprese.  «Il nostro territorio è troppo piccolo per essere governato da così tante municipalità - afferma - Bisognerebbe pensare, ad esempio, che un bell'ospedale che funziona, una stazione efficiente, sono una risorsa per tutti. Senza alcuna logica di dvisione».  E, come manager del Pignone, Baccioli ha intenzione di mettere a frutto la «lezione americana».  «Chiarezza, semplicitià e una meritocrazia basata sui contenuti - spiega - Sono questi gli elementi forti della mentalità americana: un sistema semplice che funziona. Anche quando, proprio in nome della trasparenza, si deve dire al personale che non ha raggiunto i risultati sperati e deve migliorare».   A settembre la nuova squadra al completo. Si è insediato ai vertici della Confindustria apuana da meno di un mese, il 2 luglio scorso. Ma Giuseppe Baccioli, ingegnere classe 1949, ha già le idee molto chiare. Da subito sta lavorando alla squadra che lo affiancherà per tutto il mandato. E, ancora con maggiore impegno - come lui stesso sottolinea - «ad appassionare di nuovo gli imprenditori alla vita dell'associazione».  «Abbiamo fatto la giunta - annuncia - e adesso, a partire da domani sono in programma le riunioni dei vari settori per la nomina dei capigruppo, si comincia con gli edili per passare, la prossima settimana, ai due del marmo e, di seguito, al resto della squadra».  «L'obiettivo - afferma - è completare tutto il consiglio direttivo per la fine del mese: entro il 15 settembre, poi, ci sarà la prima riunione, quella in cui affronteremo, con l'organigramma al completo, tutte le questioni aperte. E quelle che metteremo in agenda già prima delle ferie di agosto».

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