Il Tirreno

Paolini: ci salverà il porta a porta

Una veduta dell’impianto Cermec
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Una veduta dell’impianto Cermec

Per il segretario Sel e presidente Asmiu ErreErre è un capitolo da chiudere «Socio privato senza gara pubblica: Pucci congelò la questione»

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 MASSA. Un problema «politicamente esplosivo» in cui il Pd «e tutto il centrosinistra» hanno grosse responsabilità e da cui si esce solo attraverso una strada maestra, «scritta nel programma con cuie Pucci ha vinto le elezioni: gestore unico a livello di Ato e raccolta differenziata porta a porta». Così Carlo Paolini, coordinatore Sinistra ecologia e Libertà e presidente di Asmiu sulla questione rifiuti.  «Era ora - dioe Paolini che qualcuno sollevasse il coperchio della passata gestione di Cermec. E' merito dell'amministrazione Pucci e del presidente di Cermec Ugo Bosetti aver fatto questo».  E circa le accuse del segretario Pd Cesare Leri, secondo cui gli stessi Pucci e Paolini hanno "responsabilità" nella cattiva gestione Cermec, il segretario-presidente risponde: «Leri ha fatto una goffa retromarcia, si è rimangiato il tentativo di far dimettere Bosetti. Peccato che sia sbattuto contro il muro del passato, dimenticando che i Ds, insieme a Margherita e a tutto il centro sinistra, hanno governato per anni. Come vecchio segretario dei Ds mi prendo la mia quota parte di responsabilità, ma mi prendo anche il merito di aver cacciato un sindaco immobilista come Neri e di aver mandato un Pd privo di cultura di governo all'opposizione. Oggi il sindaco Pucci a differenza di ieri può affrontare liberamente i problemi perché non è più sotto scacco, ieri della Margherita, oggi del Pd».  Aldilà della querelle sulle responsablità, Paolini è è convinto che Cermec debba essere salvaguardato - «se cessasse delle sue funzioni di smaltimento,in pochi giorni ci troveremmo come Napoli» - e il suo enorme debito deve essere risanato gradualmente dai Comuni «che bene hanno fatto a ricorrere al concordato coi creditori, deve essere adottata, come è stato fatto, una gestione trasparente che elimini sprechi e malversazioni, deve essere adottato un piano industriale in sinergia con Amia e Asmiu che punti sulla differenziata e non sul costosissimo conferimento dell'indifferenziato in discarica, causa prima dell'enorme debito».  Quanto a ErreErre, la causa prima del disastro sta, secondo Paolini, «all'origine, nella scelta senza gara pubblica di un discutibile socio privato. All'epoca, come segretario Ds, posi il problema a Pucci che, ormai a termine mandato, congelò la questione, ripresa poi in modo catastrofico da Neri. Occorre chiudere rapidamente quel capitolo. L'errore più grande sarebbe quello di accrescere ancora i costi senza prospettive di guadagno. In ogni caso mi pare che la partita la stia chiudendo la magistratura»,  Per Paolini, comunque, solo un gestore unico dei rifiuti e la differenziata possono «farci uscire dalla crisi». Per questo, conclude, «a Pucci dico: avanti tutta con il porta a porta, oppure dovremo rivedere il nostro giudizio politico sull'amministrazione».

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