Finanza
Parcheggi a pagamento, è un flop
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SOSTA SELVAGGIA. Macchine posteggiate in via Pistoia, una traversa del lungomarePer evitare il ticket le auto finiscono dovunque: il traffico va in tilt
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MARINA DI MASSA. È vero che 50 centesimi l'ora per un parcheggio al mare sono pochi, eppure c'è chi - massesi in primis - proprio non li vuole pagare. Allora caccia al posteggio gratuito, senza se e senza ma. Con un risultato: stalli blu vuoti e macchine ovunque. Per gli automobilisti inesperti sono off limits le traverse che collegano il lungomare a via Verdi: chi non vuole fare il ticket lascia lì la sua auto, anche se non potrebbe. Per percorrere quelle viette servono slalom degni di Alonso. Parcheggi vuoti. Davvero dura immaginare che dai posteggi a pagamento il Comune possa incassare i 200mila euro preventivati. Durante la settimana i parcheggi gratuti sono più che sufficienti e la domenica si tenta il tutto per tutto pur di evitarsi il ticket. Ieri mattina gli stalli blu erano quasi completamente vuoti, alle 4 del pomeriggio trovarne uno libero era un gioco da ragazzi. Affollatissima via Verdi e una vera impresa addentrasi nelle traverse. Stefano Gazzoli, vicepresidente dell'associazione balneare Riviera Apuana, è titolare del bagno Sara a Ronchi. Sintetizza il capitolo parcheggi blu con poche parole: «La gente non li usa, lascia l'auto nelle strade laterali che improvvisamente diventano a senso unico». E se due automobilisti si incontrano o sono abilissimi nella retromarcia o scoppia il pata trac. Matteo Campatelli, titolare dell'Oliviero, si affida ai commenti dei suoi clienti: «Mi raccontano di stalli liberi, cercano parcheggi alternativi nelle traverse». Vita dura per le spiagge libere. È vero che i parcheggi sono a pagamento lungo la fascia di litorale meno popolare, se così si può dire. Eppure anche in quel tratto ci sono spiagge libere. Roberto Aliboni, presidente dell'associazione balneare, si toglie un sassolino dalle scarpe: «Avevamo chiesto di mantenre gratuita le zone di fronte alle spiagge libere, ma non è stato fatto». Così chi lo stabilimento non può o non vuole pagarlo, si trova a fare i conti con il ticket: «Mi sento svantaggiato due volte - si lascia sfuggire un turista parmigiano - considerato anche che le spiagge comunali non hanno posteggio privato». E, in effetti, chi non ha prenotato sdraio e ombrelloni non può concedersi il "lusso" di parcheggiare lontano dal mare e percorerre centinaia di metri con borse e asciugamani tra le braccia. Il risultato - nonostante le multe siano già arrivate - è la sosta selvaggia e il caos all'ora del rientro a csa. Senza dimenticare che parcheggi vuoti significa meno monete nei parchimetri e, quindi, nelle casse comunali. E, considerato che quelle risorse sono destinate a litorale e turismo, c'è da sperare che Palazzo civico trovi qualche soldo nelle pieghe del bilancio, in vista dell'estate 2012.
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