Il Tirreno

Il braccio di ferro. Il sindaco chiede di ripristinare l’area verde in via Genova: stop ai garage

Zubbani diffida la Porto spa

Alessandra Vivoli
Il giardino storico dentro al cantiere del Mediterraneo
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Il giardino storico dentro al cantiere del Mediterraneo

Quel pezzo di verde, nel cuore di Marina, tornerà al pubblico. E, soprattutto, non vedrà spuntare, «sotto terra» decine di garage. Il Comune chiede indietro alla Porto spa il giardino storico all'angolo fra via Genova e viale XX Settembre finito nel lotto dell'ex hotel Mediterraneo

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Quel pezzo di verde, nel cuore di Marina, tornerà al pubblico. E, soprattutto, non vedrà spuntare, «sotto terra» decine di garage. Il Comune chiede indietro alla Porto spa il giardino storico all'angolo fra via Genova e viale XX Settembre finito nel lotto dell'ex hotel Mediterraneo. E, mesi fa, anche al centro di mille polemiche perchè tanti marinelli non avevano proprio digerito di vedere scomparire, inghiottito dalle ruspe, quel polmoncino verde di Marina. È braccio di ferro fra la Porto spa e il Comune. Motivo del contendere il piccolo giardino ad angolo, fra viale XX Settembre e via Genova. In realtà c'è molto di più: una vecchia ruggine fra Angelo Zubbani e il numero uno della Porto, Enrico Bogazzi, legata al progetto - non ancora decollato - del nuovo Mediterraneo.   Il braccio di ferro sul Mediterraneo. Adesso si parla del giardino. Con tanto di carte bollate.  Ma, sullo sfondo, c'è una questione molto più complessa e riguarda il futuro dell'ex albergo, nel cuore di Marina, raso al suolo e destinato a rinascere grazie a un progetto a cinque stelle dell'architetto svizzero Mario Botta. Ad oggi di quel mega hotel ci sono solo le fondamenta. Tutto si è bloccato di fronte a un secco no, da parte del Comune, di destinare una parte della struttura ad appartamenti.  Una polemica a distanza che ha fatto infuriare il sindaco. Che, adesso, fa la voce grossa. E - anche se si tratta solo del giardino - parte la lettera di diffida alla Porto spa.   Zubbani: quel giardino deve tornare pubblico». In sostanza, quel tratto di verde, di proprietà del demanio, per il Comune deve ritornare di uso pubblico e, soprattutto, «uscire» dalla recinzione che delimita il maxi cantiere di via Genova, proprio davanti alla Circoscrizione. «Chiederemo all'agenzia demaniale - spiega il sindaco - di non rinnovare alla proprietà la concessione temporanea che gli avevano rilasciato per realizzare, a livello interrato, i garage».  «Alla Porto invece intimeremo - continua il sindaco - di ripristinare al più presto il verde distrutto e di eliminare quella porzione di terreno dalla recinzione del cantiere». Insomma un passo importante per mettere dei paletti al disegno dell'hotel Mediterraneo. E, più in generale, per intervenire sul futuro di quel tratto di Marina destinato, almeno sulla carta, ad essere valorizzato con un albergo di lusso. Il sindaco Zubbani non dimentica nemmeno la questione dell'hotelo. «Ormai la gettata di cemento per le fondamenta è consolidata - dice - Sto ancora aspettando che la società mi dica che intenzioni abbia per il futuro di quest'area».  E per quel che rigaurda il cambio di destinazione d'uso avanzato dalla Porto, Zubbani dà una risposta secca: «Non ci sono i margini e mi sembra che siamo già stati molto chiari».

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