La manifestazione
«Questa è la città della rivolta del 7 luglio»
Luca Menconi
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Uno scorcio dell’ospedale di CarraraTagli Asl, parole forti di Zubbani: e ora si convochi subito la conferenza dei sindaci
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Un complotto contro Carrara? Sebbene lo escluda nella maniera più certa, il sindaco Angelo Zubbani, non nega che vi possa essere la tendenza a procedere, da parte regionale, «per vie di forza» che, sempre a detta del primo cittadino, porteranno «chi intende praticarle a un naufragio certo», specie in una città animata «dallo spirito di indipendenza ed autonomia del 7 luglio 1944». Parole forti, come quelle del richiamo alla famosa rivolta delle donne del 7 luglio, sono state pronunciate in occasione della Festa provinciale del Psi dello scorso venerdì, nel corso del convegno dal titolo "La sanità fra crisi e bisogni", coordinata dal socialista Lorenzo Marchini. Una conferenza dai toni accesi, che ha fatto registrare la netta spaccatura fra il mondo della politica e le associazioni civili. Il riferimento critico di Angelo Zubbani si indirizzava non solo ai vertici regionali del Pd, ma anche alla direttrice generale dell'Asl 1 della provincia, Maria Teresa De Lauretis. «C'è un problema di dignità della politica locale e dei suoi rappresentanti emerso all'indomani del commissariamento - ha spiegato il sindaco - al quale bisogna reagire, riprendendo il ruolo di guida e di indirizzo che ai rappresentanti del popolo, e non ai tecnici, spetta». Zubbani ha promesso di intraprendere tutte le strade politicamente necessarie per riaffermare questo ruolo, «a partire dalla pressione sulla Conferenza dei 17 sindaci apuani per trovare una soluzione condivisa alla crisi della sanità». Un tema quello dell'indirizzo della politica ripreso anche dal consigliere regionale del Pd, Loris Rossetti. «Superato il momento di sbandamento per una gestione sulla quale la magistratura farà poi chiarezza - ha detto - è necessario che la politica si reinsedi al ruolo di guida che le spetta in un processo di riorganizzazione della sanità locale, con la creazione dell'Ospedale Unico». Di diverso avviso, invece, il consigliere regionale del Pdl, Jacopo Ferri, secondo cui parlare di razionalizzazioni della sanità in un momento come questo è difficile. Il riferimento è alla chiusura del punto nascite di Pontremoli, giudicato «vergognoso», e all'assenza di chiarezza su come si sia prodotto un buco di 300 milioni di euro e ad un operato della politica locale, specie della Conferenza dei sindaci, di sudditanza nei confronti del potente di turno, «sia il presidente della regione Rossi o l'assessore Scaramuccia». Se possibile una lancia a favore dell'amministrazione regionale è stata spesa da Paolo Marini (Pdci), secondo il quale «Rossi non aveva idea di cosa stesse capitando» e denuncia la presentazione di «bilanci falsificati e truccati». Duro, invece, il giudizio espresso sull'attuale gestione "monetarista" della crisi. «Tutto si risolve - ha affermato - facendo tagli, lasciando gente a casa e bloccando il turn-over, una strada che non porta da nessuna parte». Queste prese di posizione non hanno certamente soddisfatto i rappresentanti delle associazioni: Gianluigi Fondi, presidente del tribunale del malato, e Renzo Giusti, presidente dell'associazione Ernesto Frediani. Tuonando contro i bizantinismi della politica, Fondi ha detto che è «inconcepibile che i politicanti, locali e non, stiano a perdere tempo, mentre i cittadini soffrono senza un servizio sanitario adeguato». Politica che si nasconde dietro «Menzogne - ha continuato Fondi - dicendo che «è stato assunto un medico in più al Pronto Soccorso, quando, invece, i dipendenti devono fare degli straordinari per tappare le falle». Altrettanto netto è stato Giusti che, ironicamente, ha sottolineato «il suo stupore di trovarsi ad un tavolo con tre consiglieri regionali della Commissione Sanità, che del settore di loro competenza non sanno un tubo». A fronte di una città trattata a «pesci in faccia», «anche la politica locale si è manifestata incapace», ha aggiunto. Neppure vengono accettate le motivazioni di scontro fra maggioranza ed opposizione, tese a fare lo scarica-barile delle responsabilità, e le giustificazioni per Rossi, ritenuto invece «informato e consapevole di quanto accadeva». Prese di posizione quelle di Fondi e Giusti che non hanno mancato di suscitare applausi e approvazioni da parte dei presenti. Non è mancata la reazione di Loris Rossetti, che ha replicato: «Se i problemi della sanità erano così lampanti ed evidenti, come mai nessuno, qui o in regione, li aveva mai sollevati?». Morale: le preoccupazioni per il futuro della sanità apuana e soprattutto carrarese rimangono tutte.
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