Attenzione
«Mega centro all'ex Sensi Garden»
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LAREA. I terreni che ospitavano il vivaio Sensi Garden La proposta di Stefano Caruso: evitiamo una colata di cemento costruiamo invece un campo sportivo, una piscina e un'area congressi
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MASSA. Dopo la vendita all'asta, adesso all'ordine del giorno è il futuro dell'ex area Sensi, acquisita da Giorgio Turba, patron della Massese. Ora - questo il monito del consigliere comunale Stefano Caruso (Pdl) - è fondamentale vigilare per evitare speculazioni. «Sarà doveroso controllare che questi metri quadrati adibiti a verde, nel prossimo futuro restino tali e che non diventino, invece, in sede di approvazione del regolamento urbanistico, un'area edificabile appannaggio del neo acquirente. La città ha bisogno di spazi per altro che non le solite case, a favore di poco: perché non pensare a quell'area come ad un centro polivalente fruibile da tutti, con giardini, campi da tennis e da calcetto, una piscina, un centro congressi. Invece si finirà per costruire una cinquantina di villette. Non penso proprio - aggiunge - che un imprenditore, dati i tempi che corrono, sborsi 1 milione di 900mila euro per coltivare patate né tantomeno per soccorrere chi è in uno stato di bisogno». Caruso si impegna personalmente ad «un continuo monitoraggio, con il preciso intento di non giungere per l'ennesima volta alla solita, classica speculazione edilizia. Altre devono essere le proposte - continua - e diverse le risposte che questa amministrazione deve dare, altrimenti decida una volta per tutte di smetterla con l'attività politica e dedicarsi, invece, all'imprenditoria immobiliare». Il consigliere Stefano Caruso ricorda di essersi più volte espresso contro ogni sospetta forma di speculazione edilizia e aggressione del territorio. Puntualizza anche di aver più volte chiarito la sua contrarietà rispetto alla variante anticipatrice al piano strutturale che introduceva un 25% di residenziale nelle ex colonie, variante che ora - almeno secondo alcune indiscrezioni - potrebbe essere "sacrificata" dal Comune sull'altare dei rapporti con Provincia e Regione. «Ho espresso più volte la mia contrarietà - spiega Stefano Caruso - sulla possibilità di realizzare un 25% di residenziale nelle ex colonie di Marina. L'ho fatto più volte - prosegue - e pubblicamente, sulla stampa, ma anche in sede di consiglio comunale. I verbali delle sedute possono confermarlo. Non ho mai condiviso quella scelta dell'amministrazione».
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