Italia
Querelle a Casola. Nulla di fatto nel consiglio straordinario, nel mirino delle opposizioni due ordinanze del sindaco
Area camper, è muro contro muro
Marco Landini
Il Gruppo Speleologico chiede 174mila euro al Comune per i lavori svolti
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CASOLA. Non sono bastate le due ore del consiglio straordinario a soddisfare le opposizioni sulla vicenda del contenzioso di 174mila euro richiesto al Comune dal Gruppo Speleologico Valle del Lucido. L'associazione che gestisce l'area camper, campo sportivo e parco archeologico statue-stele ha richiesto il maxi risarcimento per presunti lavori svolti all'interno dei siti in questione. Una vicenda che per certi aspetti appare intricata fatta di delibere, ordinanze e ricorsi al Tar che per il sindaco Riccardo Ballerini è stata gestita correttamente mentre per i richiedenti dell'assise straordinaria: Michele Ottolini e Giuliano Lombardi del gruppo Casola Futuro Possibile e Roberto Cimoli e Umberto Gervasi, che usciti dalla maggioranza hanno costituito il nuovo gruppo Psi collocandosi in minoranza, lascia ancora molte zone d'ombra. Partendo dalle minoranze il nocciolo della questione dei punti ritenuti ancora oscuri sulla vicenda legale, in particolare sono una delibera di giunta del 22 dicembre 2010 sull'incarico dato dal Comune a un legale per rappresentarlo nella vicenda dove appare il nome di Cimoli ma lui sostiene «in quel giorno sono state discusse alcune delibere ma non quella». Michele Ottolini, sempre su quella delibera voleva invece sapere perché dal 22 dicembre 2010 è apparsa sull'albo pretorio il 14 maggio 2011, dunque cinque mesi dopo «il sindaco - sostiene il consigliere del Partito Democratico - non ha fornito spiegazioni». Altro punto spinoso riguarda due ordinanze «una emessa dal sindaco e l'altra dalla segretaria comunale, con le quali si intima al Gruppo Speleologico di sgomberare le aree in gestione - dice Ottolini - sono le ordinanze numero 9 e 10 emesse il 25 maggio del 2011 con data di sgombero per le ore 9,30 del 16 giugno 2011, ma a quell'ora e in quel giorno previsto per lo sgombero nessuno si è presentato nelle strutture per eseguire tale provvedimento. Non solo sempre il 16 giugno il Tribunale amministrativo regionale, alle 11,30, quindi due ore dopo sospende le ordinanze che, il 4 luglio scorso, a tre giorni dall'udienza fissata sempre dal Tar, vengono annullate dal sindaco e dal segretario comunale». In sostanza per Michele Ottolini «l'iter messo in atto dal Comune risulta non capibile con il sindaco Ballerini che non fornisce spiegazioni plausibili». Da parte sua il sindaco Riccardo Ballerini sostiene invece che «tutto è stato svolto regolarmente, tecnicamente tutto è posto, gli atti parlano chiaro, mi dispiace che le due minoranze abbiano richiesto un consiglio comunale straordinario spendendo soldi della comunità». Il sindaco Ballerini aggiunge inoltre che «il Tar, venerdì scorso ha inoltre sentenziato il non doversi procedere verso l'istanza presentata dal Gruppo Speleologico Valle del Lucido, e al momento il Comune non deve pagare nulla». Insomma per Ballerini si è trattato «di un attacco ignobile delle due minoranze nei confronti del sindaco e della segretaria comunale, che gode della mia massima fiducia e di quella di tutti gli amministratori. Le minoranze in questa vicenda si sono basate su un pretesto, una mancanza di fiducia nei miei confronti e della segretaria comunale». Una vicenda legale quella che contrappone il Gruppo Speleologico e il Comune di Casola, che dopo la pronuncia del Tar, che come sostiene Ballerini si è chiusa con una sentenza non favorevole al Gruppo, il prossimo 27 settembre approderà nelle aule del tribunale di Pontremoli, al quale il Gruppo Speleologico si è rivolto attraverso i suoi legali per intraprendere una causa civile. Una situazione che Michele Ottolini giudica preoccupante con gli esiti non scontati e che «bloccherà l'attività dell'area camper e dell'unico campo sportivo del territorio casolino ancora per diverso tempo e alla fine ancora una volta a rimetterci saranno dunque i cittadini».
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