Sicurezza
Il ballo del Mattone. Potrebbe essere sacrificata sullaltare dei rapporti con Provincia e Regione sul piano strutturale
Salta la Variante delle ex Colonie di Marina
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Le ex Colonie di Marina di Massa patrimonio immobiliare ed architettonico della città Sotto il dg Sassoli Prevedeva un «premio» del 25% di residenziale ai proprietari delle vecchie costruzioni
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MASSA. Il Variantone anticipatrore del piano strutturale da dedicare alle ex colonie di Marina potrebbe saltare. Essere cassato sull'altare dei buoni rapporti nella triangolazione fra Comune, Provincia e Regione. Le indiscrezioni girano insistenti da alcuni giorni intorno al palazzo comunale e al palazzo Ducale, sede della Provincia. Per cercare di chiudere la partita aperta con le osservazioni di Provincia e Regione, la giunta Pucci potrebbe accettare di ricomprendere la Variante delle ex colonie nella Variante generale al Piano. Una decisione che potrebbe smuovere tutta la procedura per il nuovo piano che tante polemiche ha provocato in città. Certo la Variante per le ex colonie di Marina era stata al centro di grandi discussioni, soprattuto per la norma che concedeva il 25% delle volumetrie esistenti al residenziale. Per l'opposizione - ovvero per il Pd, il Pdl sul fronte immobiliare non batte mai un colpo, per ovvi motivi - quel quarto di residenziale concesso alle ex colonie era un favore troppo grosso ai soliti ignoti. E non a a caso negli ultimi anni l'uomo che aveva fatto man bassa di edifici e quote di società era stato Enrico Bogazzi. Non solo gli interessi sulle ex Colonie erano a dir poco trasversali, comprese le proprietà della Chiesa cattoliche. Non a caso il primo progetto di intervento sulle colonie non era stato presentato su Tirreno o Nazione, ma era finito sulle autorevoli colonie di Vita Apuana, il settimanale della Curia arcivescovile di Massa con una intervista di Achille Pardini, ad di Asi. La notizia che la giunta Pucci ha cassato (di fatto) il variantone rischierà di alimentare nuove polemiche sull'intera politica urbanistica. E suscitare nuovi interrogativi sul futuro politico che aspetta Massa. Staremo a vedere. Da segnalare che le novità per l'urbanistica massese non si fermerebbero qui. C.B.
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