Sicurezza
Imprese in allarme: col tracollo dell'azienda a rischio decine di posti
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Limpianto Cermec, sotto: ErreErre; a sinistra: lavvocato Ferdinando Genovesi 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Come nel crollo di un castello di carta, il dissesto delle società che gestiscono i rifiuti in provincia rischia di ripecuotersi sull'intera economia locale. Con il (probabile, possibile) fallimento di ErreErre, finirebbero nei guai decine di aziende. Piccole e medie imprese che hanno "materialmente" costruito l'impianto e attendono ancora di essere pagate. E che ancora sperano di vedersi remunerate. Per questo - pur potendolo fare (alcune di esse avrebbero decreti ingiuntivi di pagamento in mano) - non intendono presentare istanza di fallimento. Anzi, spingono perchè questa procedura venga bloccata per evitare la cancellazione dei loro crediti. «In gioco ci sono 300 posti di lavoro, un'altra Eaton. Svariate aziende sono in grave difficoltà e il mancato pagamento da parte di ErreErre potrebbe farle chiudere», dice qualcuno. Forse, non saranno 300 i posti di lavoro in pericolo, di sicuro sono tantissimi i debiti della società: 20 milioni di euro, in parte consistente verso banche e istituti di credito, ma in parte altrettanto importante anche verso le imprese fornitrici. Tant'è che in allarme sono anche le associazioni di'impresa: Cna, Confartigianato, la stessa Assindustria hanno esternato tutte le loro preoccupazioni al "tavolo" sull'emergenza Cermec-ErreErre che si è tenuto nei giorni scorsi in prefettura e stanno preparando un documento per illustrare tutte le pesanti conseguenze che deriverebbero dal fallimento ErreErre sull'economia locale. L'obiettivo di questo pressing è di evitare l'avvio della procedura di fallimento e di consentire all'impianto ErreErre di entrare - finalmente - in funzione. Così facendo, avviando cioè la produzione di "bricchette" (un combustibile per forni di cementerie) attraverso la essicazione dei rifiuti, ErreErre riceverebbe da Cermec le royalty per l'accoglimento della spazzatura e, quindi, introiti per pagare (in tempi lunghi, certo) i creditori. Una strada a dir poco in salita. Ma praticabile, sostengono (o almeno sperano) le imprese. Del resto, - lo confermano in Provincia - l'impianto è collaudato, autorizzato e per essere messo in attività richiederebbe solo pochi interventi. Compreso quello, però, del rifornimento del gas indispensabile per fare funzionare i macchinari. Perchè, tra le cose sconcertanti di questa vicenda c'è anche il fatto che ErreErre è stato costruito senza tener conto che mancava l'allaccio con la rete del metano. E poi, i creditori confidano anche nell'esito dell'istanza di fallimento. «ErreErre è di fatto un'impresa pubblica, visto che tutte le quote sono, dal 18 maggio scorso, detenute da Cermec che è a totale controllo publbico; svolge una funzione di pubblica utilità, essenziale per la collettività, come la trasformazione dei rifiuti e per queste ragioni, secondo una diffusa giurisprudenza, non è "fallibile"», dice l'avvocato Ferdinando Genovesi, legale di alcune delle aziende creditrici. C.F.
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