Il dolore
La controffensiva Pd. Bissoli (Montana) apre
allinvio dei rifiuti lunigianesi sulla costa
allinvio dei rifiuti lunigianesi sulla costa
«I responsabili? Pucci e gli altri sindaci E basta gestioni allegre»
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Cesare Leri segretario provinciale dei Ds e una veduta del Cermec 4 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Il Cermec deve essere salvato e deve «mantenere un ruolo centrale nella gestione dei rifiuti. Ma non può essere un nuovo carrozzone. Tutti devono fare la loro parte, basta con le gestioni allegre». Così Cesare Leri, segretario provinciale Pd, illustra la linea del partito sul futuro - difficilissimo - dell'azienda. Mentre il tribunale decide sul fallimento di ErreErre, mentre l'assemblea dei soci di Cermec (i sindaci Zubbani e Pucci, il presidente della Provincia Angeli) prende atto della "perdita di capitale" della società di via Gotara e dà un sostanziale via libera al concordato preventivo, i Democratici apuani rilanciano la loro proposta. E replicano alle accuse ricevute. Cermec - dicono in sostanza - deve essere riconvertito, il modello di gestione dei rifiuti su cui è stato costruito non regge più. «Impensabile - dice Leri - che mentre si punta all'aumento della raccolta differenziata, si cerchi conferire a Cermec quantità maggiori di rifiuti "tal quale". L'impianto deve diventare essere ripensato anche come una piattaforma per la trasformazione dei rifiuti, inserendolo, con un ruolo centrale nelle politiche di gestione del ciclo rifiuti dell'Ato di Costa». Ma nella conferenza stampa convocata ieri, i dirigenti del Pd apuano (con Leri il presidente della Comunità montana Paolo Bissoli, il segretario di Massa Cesare Ugolotti, Ernesto Manfredi e Adriano Tongiani), hanno voluto soprattutto replicare al coro di critiche piovuto sul loro documento di «siluramento» del presidente Cermec Ugo Bosetti. Sostenendo che si tratta del "solito" travisamento della stampa locale e che loro volevano dire tutt'altro: «Non abbiamo nulla contro Bosetti. Riteniamo necessario un amministratore unico per gestire meglio l'azienda in questa fase d'emergenza. Per prendere decisioni più rapide ed efficaci». E Leri aggiunge: «Inoltre, eliminare il Cda è un modo per ridurre i costi della politica». Dunque, se i sindaci azionisti indicheranno lo stesso Bosetti come amministratore unico, «per noi va anche bene: spetta loro questa responasbilità». E, a proposito di responsabilità, i vertici Pd reagiscono con asprezza alle critiche dei lavoratori Cermec e della maggioranza Pucci. Di essere additati come responsabili principali del dissesto dell'azienda dei rifiuti non ne vogliono sapere. Non al Pd, dicono a muso duro, può essere imputato di aver trasformato le società che gestiscono i rifiuti in quei "carrozzoni a gestione allegra" di cui Leri non vuole più sapere. «ErreErre è nata nel 2003, quando erano sindaci Conti e Pucci», ricorda ancora il segretario provinciale, «e fu sotto queste gestioni che venne dato il via libera alla scelta, senza gara pubblica, di Delca come partner privato di Cermec in ErreErre». La nomina di Luciano Bertoneri alla presidenza del Cermec fu poi «una scelta di Carlo Paolini, allora segretario comunale di Ds (a Massa), oggi di Sel». E neanche, contrattaccano ancora da via Groppini, vale argomentare che i dirigenti oggi inquisiti dalla magistratura (Roberto Vaira e lo stesso Bertoneri) siano tra i fondatori del Pd: «Bertoneri, ad esemio non è neanche iscritto e, comunque, ha sempre avuto posizioni contro questa segreteria». «Non possiamo accettare che ci si addossino responsabilità di chi ha governato per 14 anni» dice Leri riferendosi a Pucci. «E non possiamo far passare - aggiunge - l'idea distorta che tutte le colpe sono del Pd: i bilanci in perdita di Cermec in questi anni, chi li firmava?» Li firmavano - lo ricordiamo per la cronaca - i sindaci azionisti succedutisi negli anni. Cioè Roberto Pucci e Fabrizio Neri a Massa; Giulio Conti e poi Angelo Zubbani a Carrara; Franco Gussoni e poi Osvaldo Angeli per la Provincia. Cioè tutti amministratori di area Pds-Ds-Pd e/o Margherita-Popolari. Non solo polemica, tuttavia. Paolo Bissoli, presidente della Comunità montana apre alla possibilità di far sì che i rifiuti della Lunigiana vengano portati in dote al Cermec (che, lavorando maggiori quantità di spazzatura, potrebbe rimettersi in sesto). «Siamo disponibili a questa operazione, all'interno di una strategia che veda Costa trasformarsi in una piattaforma per il riciclaggio di materiali e Cermec in un impianto per il trattamento dei rifiuti comprensoriale, all'interno delle politiche Ato dei rifiuti». Ma deve essere chiaro, aggiunge Bissoli, che «se i Comuni lunigianesi oggi portano alla ditta Costa le loro 15mila tonnellate annue di monnezza, è perchè risparmiano il 25% rispetto a quanto costerebbe portarli a Cermec. Una scelta fatta dopo estenuanti trattative con Cermec che non sono andate a buon fine». C.F.
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