La manifestazione
Libri in tribunale. Il giudice prende tempo, la memoria dellavvocato Menchini: quei debiti sono di Delca
Fallimento ErreErre, decisione rinviata
Claudio Figaia
Intanto i soci certificano la perdita di capitale sociale di Cermec. Si va verso il concordato
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MASSA. Prende tempo il tribunale sull'istanza di fallimento di ErreErre. Intanto, sul fronte Cermec, l'assemblea dei soci (i Comuni di Carrara e Massa e la Provincia) hanno preso atto formalmente della situazione di dissesto dell'azienda e della perdita totale del capitale sociale. Passaggio che, in base al codice civile, prelude alla mess ain liquidazione della società. Il giudice delegato Giovanni Sgambati si è riservato ieri di decidere - si pronuncerà probabilmente la prossima settimana - sulla richiesta di fallimento di ErreErre avanzata dalla Curti Costruzioni e da altre ditte fornitrici. Il giudice intende, prima di esprimersi, valutare la memoria presentata dall'avvocato Sergio Menchini per conto degli azionisti di ErreErre. Memoria in cui si dicono, in sostanza, due cose. Da una parte si contesta la "validità" del credito. Debitore verso le ditte fornitrici che hanno presentato istanza di fallimento - questa è la tesi - sarebbe Delca e non ErreErre. La convenzione che aveva portato alla costituzione di ErreErre prevedeva, infatti, che il partner privato, la Delca del gruppo Del Carlo, realizzasse "chiavi in mano" tutta la parte tecnologica dell'impianto (in pratica: i macchinari per trasformare i rifiuti in cdr e le strumentazioni per farli funzionare). In realtà, Delca avrebbe affidato parte di questo lavoro ad altre ditte, che dovevano, dunque essere pagate da Delca, che a sua volta aveva "girato" il debito a ErreErre. Dall'altra parte, tuttavia, la memoria dell'avvocato Menchini ammette - e difficilmente poteva fare altrimenti - lo stato di insolvenza della società. Il fallimento avrebbe conseguenze negative anche su Cermec che, dal maggio scorso, è diventato azionista unico di ErreErre, estromettendo la Delca a sua volta in concordato fallimentare. Con esso, infatti, Cermec vedrebbe azzerato il valore del suo capitale in ErreErre. Fiato sospeso, dunque, per le sorti di questa società che detiene il poco invidiabile record di essere riuscita ad assorbire ingenti risorse pubbliche, a non entrare mai in funzione, a generare debiti milionari e a finire sotto inchiesta per truffa. Così, mentre salgono le preoccupazioni delle imprese del territorio che temono, con il fallimento, di perdere ogni possibilità di riavere i sldi loro spettanti, qualcuno già delinea gli scenari di un post-fallimento. Come l'affitto dell'impianto affidato a un società specializzata per farlo - finalmente funzionare. Intanto, sempre ieri, l'assembla dei soci ha preso atto della totale perdita del capitale sociale di Cermec. Un passaggio dovuto, da cui discende, così stabiliscono le norme, l'impossibilità di operare e la messa in liquidazione. Un baratro evitabile soltanto ricorrendo alla ricapitalizzazione e al ripianamento dei debiti da parte dei soci - il che vorrebbe dire un esborso da parte dei Comuni di 20 milioni di euro solo per coprire i debiti - o con il concordato preventivo "in continuità aziendale". Una procedura concorsuale, a cui stanno lavorando i professionisti Giulio Andreani e Sergio Menchini, che prevede la definizione di un piano industriale e un accordo per il riantro dei debiti. Ossia: la ricostituzione del capitale, il soddisfacimento parziale dei creditori (o almeno di una parte, che avranno tra il 20% e il 50% del dovuto), l'aumento della quantità dei rifiuti trattati, la riduzione dei costi di gestione. E, probabilmente, un aumento delle tariffe a carico dei cittadini.
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