Il dolore
Lincidente era avvenuto domenica sera a Casola, poi il ricovero in rianimazione a Carrara
Tragico schianto in moto
Andrea Bonatti
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Marco Cioli in versione surfista Bagnino muore dopo quattro giorni di coma
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CARRARA. Non ce l'ha fatta a sopravvivere il bagnino e surfer Marco Cioli, 47 anni, in coma da quattro giorni in seguito ad un gravissimo incidente con la sua moto, avvenuto domenica sera a Casola in Lunigiana. Si è spento al reparto di rianimazione dell'Ospedale di Carrara, nella notte tra mercoledì e ieri, senza mai aver ripreso conoscenza. Il terribile incidente era avvenuto sulla 445, all'altezza di Codiponte. Marco Cioli la stava percorrendo in sella al suo Ducati Monster in direzione di Gassano quando per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri di Casola, ha perso il controllo del mezzo finendo violentemente contro il guard rail. Tempestivo l'allarme da parte di un automobilista, ma all'arrivo dell'ambulanza le condizioni del centauro erano sembrate subito disperate. Per appurare le cause dell'incidente è stata aperta un'inchiesta da parte della Procura. La vittima abitava a San Terenzo di Lerici con la madre Anna e una nonna ormai ultracentenaria. Non era sposato. Abitava in una di quelle vie strette ad un passo dal mare, tipiche dei paesi liguri; qui Marco lo conoscevano tutti. Nei carruggi della borgata da domenica non si parla d'altro, proprio non ci si crede che se ne sia andato così. Il mare era la sua grande passione: come surfista era molto conosciuto nella comunità degli appassionati della tavola e inoltre svolgeva l'attività di bagnino da vent'anni. In passato aveva avuto un negozio di frutta e verdura, ma poi l'aveva chiuso per dedicarsi esclusivamente al salvataggio in mare con la Cooperativa Alto Tirreno di cui faceva parte. «Era un ragazzo veramente in gamba, con un'esperienza grandiosa - dice il presidente Aldomaria Bianchini - e una persona coraggiosa: in condizioni di mare avverse era il compagno che tutti avrebbero voluto, sarebbe stato il primo a lanciarsi in un soccorso». Quest'anno aveva iniziato la stagione a Marina di Carrara per poi spostarsi a San Terenzo. «Quando mi si è prospettata la possibilità di inserirlo nell'organico - confessa Bianchini - ho colto l'occasione al volo anche a stagione inoltrata. È raro trovare una persona con le sue capacità». I colleghi con cui lavorava sono rimasti sconvolti alla notizia, perché «Marco era uno carismatico - continua Bianchini - un punto di riferimento per tutti, soprattutto per i giovani. Questi giorni sono stati molto difficili, c'è stato un abbassamento di morale generale di tutta la squadra». Anche allo stabilimento balneare "Il Lido" di Lerici, in cui aveva lavorato la stagione passata, lo ricordano come una «Persona sempre disponibile, un serio professionista - ci dicono - quando ci hanno detto dell'incidente abbiamo sperato... ma oggi ci hanno dato la brutta notizia i suoi compagni di surf». I funerali si svolgeranno domani a San Terenzo.
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