Sicurezza
Sanità, ora il Pd apre al dialogo
I democratici, basta strumentalizzazioni; la Uil ribadisce: no ai tagli
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CARRARA. Riflettori ancora accesi sulla sanità apuana. Nel dibattito a 360º gradi su accorpamenti (scongiurati almeno per ora), tagli (previsti) e razionalizzazione (annunciata) intervengono politica e sindacato. Il Pd, che apre la porta al dialogo con la direttrice dell'azienda. E la Uil che recalama la concertazione, nell'interesse dei cittadini e dei lavoratori della sanità. Il Pd: con l'Asl un confronto costruttivo. Il Partito Democratico apre alla razionalizzazione. E al confronto propositivo con l'Asl. «In nome di quella politica - si legge in una nota del Pd - che con senso di responsabilità è pronta a giocare il proprio ruolo, con idee e proposte, e rigetta le facili strumentalizzazioni del centrodestra che, soprattutto in Lunigiana, negli ultimi mesi, hanno usato la questione sanità per pura visibilità per, poi, tacere sui 7,5 miliardi di tagli al settore previsti dalla prossima finanziaria». «A tal proposito il PD si fa promotore di una proposta politica chiara che, attraverso i suoi rappresentanti istituzionali, dovrà essere parte integrante ed inderogabile nel nuovo Pal dell' Asl 1. Siamo pronti a discuterne con il direttore generale De Lauretis e confidiamo in una sua disponibilità ad ascoltare le esigenze del territorio e dei cittadini. Perché è di questo che si tratta: Territorio e Cittadini. A tal proposito ricercheremo con i vertici dell'Asl un confronto propositivo e costruttivo che tenga conto del vero governo della sanità in provincia». La Uil: no al risparmio a tutti i costi. Fabrizio Dazzi, come segretario provinciale della Uil (Fpl) esprime: «ancora una volta profonda preoccupazione per la situazione dei servizi sanitari provinciali che rimangono al livello più basso della sanità Toscana». «La Uil - scrive - ritiene quindi inopportuna e fuori luogo una eventuale decisone di trasferire in questo momento i reparti di ortopedia, chirurgia vascolare e angiografia al vecchio ospedale di Massa, peraltro già messo in vendita dal consiglio comunale di Massa, perché poi da li saranno nuovamente spostati nel Nuovo Ospedale delle Apuane, che verrà realizzato in via Mattei a Massa: una assurda doppia spesa di trasloco che oltre a gravare sui cittadini non ha una logica funzionale e organizzativa e graverà sul servizio e sulle persone. Inoltre il trasferimento di detti reparti senza rispettare una programmazione anche relativa al trasporto pubblico va da un lato a depotenziare il pronto soccorso di una città che con cave, filiera del marmo e porto, è ad alto rischio di incidenti e traumi sul lavoro, dall'altro a togliere servizi ai cittadini socialmente più deboli».
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