Il Tirreno

Diventa “di massa” la protesta per la chiusura dell’impianto di via degli Oliveti, fermo dal 2006

Mille firme per riavere il palazzetto

<b>LA PETIZIONE. </b>Le mini atlete dello Skating ieri in municipio e il palazzetto dello sport
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LA PETIZIONE. Le mini atlete dello Skating ieri in municipio e il palazzetto dello sport

«Una città come la nostra non può stare senza spazi per lo sport»

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 MASSA. Mille firme per chiedere la riapertura del palazzetto dello sport: meno dei giorni da cui la struttura comunale è inagibile abbastanza per riportare l'attenzione sulla mancanza di luoghi decenti dove praticare sport in città. La petizione è stata consegnata ieri mattina al sindaco Roberto Pucci in una specie di cerimonia informale, simpatica nella forma, meno per il contenuto.  Una delegazione di una quarantina di persone, capeggiata dalle ragazzine in rosa dello Skating club, ha bussato all'ufficio del sindaco per presentare la loro (sacrosanta) richiesta: quella di avere spazi adeguati per giocare a basket o fare pattinaggio, cimentarsi con il volley o provare l'hockey. Per svolgere, insomma, tutte quelle attività che di solito si fanno in un palazzetto. Cosa impossibile, qui a Massa, dall'ottobre del 2006, da quando cioè l'impianto comunale è stato chiuso per un imminente pericolo di crollo.  Scrivono i mille (1.010 per la precisione) firmatari dell'appello: «Riteniamo che un luogo in cui fare e vedere dello sport sia fondamentale per una crescita civile dei ragazzi, al pari di altri luoghi, come le biblioteche, i teatri, i luoghi in cui fare ed ascoltare musica, senza escludere la possibilità che il palazzetto venga usato, come avviene in molte città, anche per altri eventi».  Un palasport, proseguono, «è indispensabile nella nostra città affinché gare e dimostrazioni abbiano uno spazio idoneo e i nostri ragazzi non siano costretti a spostarsi per potervi partecipare, inoltre potrebbe diventare un importante luogo di incontro per i giovani non solo per praticare il loro sport, ma anche per assistere a manifestazioni di varia natura e portata».  «Facciamo dunque appello al sindaco affinché accolga questa richiesta e lo invitiamo a valutarla in maniera costruttiva e positiva. Ci aspettiamo una risposta positiva e confidiamo nella sua capacità di attivare i necessari meccanismi che portino ad un rapido e risolutivo intervento».  Una protesta vicile e composta, quella di queste famiglie, che ha agevolmente raggiunto la quota di mille firme, ognuna accompagnata dai dati anagrafici dei sottoscrittori, affinchè gli aderenti fossero più consapevoli e perchè si capisca che non è una cosa superficiale. E civile è stato l'incontro con il sindaco. Il quale ha promesso che in settembre riunirà una sorta di stati generali dello sport per trovare una soluzione alla "fame" di strutture che i giovani (e non) patiscono ormai da anni.  «L'idea di fare una petizione pubblica - spiega Renzo Cantarelli, uno dei promotori - è maturata fra un gruppo di genitori, nel corso degli ultimi anni, cercando di interpretare il malumore, facilmente percepibile, presente fra i ragazzi che praticano diversi sport, dovuto alla mancanza di una struttura in cui allenarsi e che al tempo stesso sia in grado di ospitare gare. Ci rivolgiamo dunque al sindaco, al delegato allo Sport, alla giunta, ma anche a tutto il Consiglio Comunale, riteniamo non debba esserci divisione e contrapposizione su un progetto di questa portata».  Intanto, nasce anche in parallelo un gruppo su Facebook per divulgare gli obiettivi del comitato promotore e per tenere tutti informati in tempo reale sull'evolversi della questione. Da oggi eludere il problema palasport è più difficile. C.F.

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