Il Tirreno

Bocciato in prima elementare

Alessandra Vivoli
Bambini a scuola
◗
Bambini a scuola

Il padre: la scuola lo ha abbandonato e fatto sentire anormale

3 MINUTI DI LETTURA





Per riuscire a seguire meglio le lezioni si era pure messo al primo banco. Andava anche a ripetizione, sacrificando le ore di gioco con gli amici. Ma tutto è stato inutile, è stato bocciato in prima elementare, in una scuola della Lunigiana. Una vicenda delicata. E un bambino deluso. «Tutti mi canzonano perchè sono bocciato», ha detto alla maestra, nella piazza del paese. E la voglia dei genitori di fare chiarezza: di capire perchè loro figlio è stato abbandonato da quella istituzione, la scuola, che dovrebbe prendere per mano gli alunni ed aiutarli a crescere.  È l'anno più importante nella vita di un bambino. Quello in cui si entra nel mondo dei grandi, e si comincia un percorso didattico e formativo destinato a gettare le basi per il futuro, per quello che si diventerà. A prescindere dal titolo scolastico. Per il piccolo di sei anni protagonista di questa storia, e che abita con il padre operaio, la madre casalinga e un altro fratello di nove anni, sarà anche l'anno della prima grossa delusione. Di quelle difficili da dimenticare: è stato bocciato, in prima elementare.  A raccontare la vicenda sono il nonno e il papà del bambino. Viene ricostruito un anno complesso e, per la famiglia, pieno di umiliazioni.  «Ci hanno fatto sentire come se nostro figlio non fosse normale - racconta il padre - Fin dai primi colloqui la maestra ci disse che c'era bisogno di un sostegno. A quel punto ci siamo rivolti all'Asl, abbiamo sottoposto il bambino ai test per misurare il quoziente intellettivo: ebbene è risultato 108/109, superiore alla media di quell'età. Per avere diritto a un insegnante di sostegno bisogna avere il quoziente sotto 70 punti».  I genitori si rincuorano ma le cose a scuola non cambiano. Anzi, se possibile, peggiorano.  «Già a ottobre e novembre - continua il padre - spesso trovavamo messaggi della maestra sul quaderno, con scritto: "i bambini devono leggere a casa". Il fatto è che a nostro figlio nessuno aveva ancora insegnato, per lui quelle note erano un'umiliazione». A gennaio la situazione peggiora.  «Durante un colloquio la maestra ci disse che nostro figlio "era da lasciare all'asilo" e che lei non avrebbe potuto portarlo avanti - ricorda il papà - Avrei voluto ritirarlo in quel momento, è stato davvero un brutto colpo. Ma poi la preside dell'istituto ci disse che ci avrebbero aiutati, che avrebbero cercato di fare di tutto per il nostro bambino. E anche noi ci siamo mossi: avevamo trovato una maestra in pensione che due volte la settimana gli faceva ripetizioni». Arrivano intanto le pagelline. «Nella prima la situazione non era disastrosa, aveva solo due cinque, uno in matematica e uno in italiano», precisa il padre. E spiega: «Il nostro è un bambino calmo, non ha mai fatto confusione a scuola». Ma tutto è stato inutile. «Nostro figlio è stato lasciato indietro, abbandonato a sè stesso». A giugno l'epilogo più doloroso: è arrivata la bocciatura. «Cosa ho pensato? - dice il papà - Che avrei fatto bene a ritirarlo a gennaio».  Adesso la famiglia vuole chiarezza. Ha già inviato una raccomandata alla scuola per acquisire tutta la documentazione relativa al figlio. Hanno pure pensato di far cambiare istituto al bambino: «Ma qui siamo in un territorio montano; un'altra scuola è a 10 chilometri di distanza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web