Il Tirreno

Bufera sul Pd: «Da irreponsabili sfiduciare Bosetti»

I lavoratori: lui ha scoperto la malagestione La maggioranza: un attacco senza pudore

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 MASSA. Tutti contro il Pd. Il "siluro" lanciato dai Democratici al presidente del Cermec Ugo Bosetti, giudicato «in evidente difficoltà» e «incapace di traghettare il Cermec fuori dalle secche», e quindi da sostituire con un «amministratore straordinario», meglio se «fuori dal territorio» suscita le stizzite repliche dei sindaci Zubbani e Pucci, scatena la reazione dei lavoratori di Cermec e dell'intera maggioranza.  «Dichiarazioni sconcertanti», attaccano gli operai di Cermec, «in questi mesi difficili abbiamo apprezzato la professionalità del presidente e lo stile di trasparenza e condivisione». A Bosetti, proseguono, «non si può rimproverare della "grave situazione economico-finanziaria" della società, dovuta alle cattive gestioni precedenti. Di fronte alle quali il nuovo presidente ha compiuto con coraggio tutti gli atti necessari: giudiziari, amministrativi e organizzativi. Certo questa rottura con le logiche del passato può aver creato antipatie o avversioni, ma noi la apprezziamo e diamo piena solidarietà a Bosetti contro questo incomprensibile tentativo di delegittimazione».  Quanto alle «evidenti difficoltà incontrate dal presidente nella gestione della società» sostenute dal Pd, i lavoratori rispondono: «Non si capisce a cosa il Pd alluda, se non a quelle che, forse ad arte, vengono poste da "soggetti terzi" sul percorso di risanamento».  Ancora più duri i gruppi di maggioranza. Associazione 28 aprile, Sel, Rifondazione, Verdi, Udc e Api. «Il Pd provinciale - scrivono - esce da un assordante silenzio e dice che la soluzione dei rifiuti passa attraverso la rimozione del presidente Bosetti. Il quale è, guarda caso, colui che nel giro di un anno ha fatto conoscere ai cittadini e alla Magistratura la situazione economica, finanziaria di queste aziende. Non si è mai visto che si chieda la sostituzione di un amministratore mentre si vede confermata la sua azione di riorganizzazione di un'azienda che è stata portata al pre-fallimento grazie all'assenza di una assennata politica dei rifiuti».  I Democratici - prosegue la maggioranza - dicono che si deve: ridefinire il ruolo di Erre Erre (peccato che sia sotto sequestro cautelativo!); salvaguardare l'occupazione, non penalizzare le imprese creditrici, evitare il fallimento caricando i costi nei bilanci comunali, possibilmente senza aumenti Tarsu; trovare un accordo con la Lunigiana per il conferimento al Cermec. Ebbene: hanno letto il piano industriale di Bosetti? In cosa differisce dalla loro proposta?»  Ma dal Pd, incalza ancora la maggioranza «non arriva una sola parola sulla raccolta differenziata. Non una parola su chi ha autorizzato la ditta Costa, facendo così diminuire il conferimento al Cermec. Non una parola su chi ha impedito il rinnovo del consiglio d'amministrazione nel 2008, sugli amministratori (del Pd) che hanno portato al disastro che oggi conosciamo proprio grazie all'azione di presidente di cui chiedono le dimissioni».  «Non è possibile - chiude la maggioranza - che il gruppo dirigente di un partito che ha così grandi responsabilità di governo si permetta di trattare i cittadini come sciocchi, sia senza pudore, non si assuma alcuna responsabilità, non rifletta sui propri errori, non impari nulla dai risultati elettorali». C.F.

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