Sicurezza
Lavatoio a secco, la protesta delle donne
Mario Martignoni
Le massaie sono pronte a bloccare il traffico dei camion che vanno alle cave
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CASTELPOGGIO. Il lavatoio di Castelpoggio è a secco da mesi. E loro, le donne del paese, sono pronte a scendere in strada e a bloccare il traffico, compresi i camion del marmo provenienti dalle cave di Campocecina e dal Sagro. Tutto per riavere lo spazio pubblico in cui lavare i panni, come avveniva una volta, risparmiando sulle bollette di casa. È una vera protesta delle massaie quella che sta montando a Castelpoggio. Complice il caro bolletta e una tradizione antica, quella dei lavatoi, che in molti paesi a monte di Carrara sopravvive nel tempo. «Da oltre due mesi il lavatoio del paese è a secco - sostengono le donne del paese - L'acqua non arriva e noi siamo costrette a lavare la biancheria in casa. Sapete quanto ci costa l'acqua, per risparmiare da tempo andiamo a lavare al lavatoio. Ma adesso è diventato impossibile». E la loro voce, le donne di Castelpoggio, hanno già provato a farla sentire. «Abbiamo avvertito tutti: il Comune ci ha detto di chiamare l'Amia - spiegano - questi ci mandano di nuovo in Comune. Poi per non sapere cosa dire ci hanno mandato anche da Gaia e qui ci hanno risposto che non è di loro competenza. Ma allora dove dobbiamo andare?». Dicono le castelpoggine che il tubo che arriva al lavatoio è rotto e l'acqua finisce nel canale. L'ufficio tecnico comunale, dicono le donne: «Potrebbe verificare e cercare di riparare il danno». Loro, intanto, sono decise a tutto. Anche a una protesta clamorosa come il blocco del traffico. «Come al solito - concludono le castelpoggine - qui tutti vengono in paese quando siamo vicino alle elezioni. Ci fannno un sacco di promesse. Ma questa volta le schede elettorali le gettiamo nel lavatoio».
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