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Illecito fiscale, assolti Baldi e soci
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Andrea Baldi La commissione tributaria di Prato accoglie il ricorso
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CARRARA. Non ci fu illecito fiscale. La commissione tributaria di Prato ha annullato l'avviso di accertamento per 1milione 741mila euro emesso dall'Agenzia delle entrate nei confronti della società Tredil di Andrea Baldi (patron dell'hotel Michelangelo) e soci. Si sgonfia, almeno per quel che riguarda il troncone «tributario», l'operazione Conad. Per Baldi e soci, finiti al centro dell'inchiesta della Procura di Roma relativa a illeciti fiscali, arriva un pronunciamento del tutto favorevole da parte della commissione tributaria di Prato. In sostanza è stata accolta la richiesta di annullamento dell'avviso di accertamento della Agenzia delle entrate, relativo all'anno 2005, presentata dal tributarista carrarese Giulio Andreani. L'accertamento riguardava la società Tredil, con sede a Prato. Ne fanno parte, in qualità di soci, oltre al patron dell'hotel carrarese Michelangelo, anche Ferrari, presidente della Pistoiese, Rosano e Cervasio di Firenze e Minischetti, presidente del Banco di Lucca. La cifra che veniva contestata dall'Agenzia delle entrate pratese come elusa al fisco era di 1 milione e 741mila euro. Ma, come si legge nel pronunciamento della commissione tributaria, dall'ufficio non sono state fornite «valide e sufficienti motivazioni a dimostrazione di un preporidnato (fra tutti i soggetti agenti) disegno elusivo». In sostanza non è stato accertato l'illecito fiscale e quindi il ricorso, prensetato dalla Tredil di Baldi e soci è stato accolto. Un punto a favore del patorn del Michelangelo che sgonfia la maxi indagine condotta dalla Procura di Roma che, in una prima fase, aveva addirittura portato aglla misura cautelare deglia rresti domiciliari (poi revocati) dello stesso Baldi e di molti personaggi di spicco dell'economia toscana. A.V.
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